Tre milioni di avannotti per ripopolare il lago FOTO

Tre milioni di avannotti di coregone abitano da qualche giorno le acque del lago di Viverone. La scorsa settimana si è svolta l’immissione dei piccoli di pesce che, nei mesi scorsi, sono schiusi dalle uova nei locali della pescicoltura comunale. Una pratica che il Comune di Viverone porta avanti ormai da anni avvalendosi della figura di un pescatore che lavora per l’ente e che gestisce di fatto, il ripopolamento del lago. Da due anni a questa parte, l’incarico è ricoperto da Ferruccio Grasso, piveronese con la grande passione per la pesca e per il lago di Viverone. «Abbiamo liberato circa tre milioni di avannotti di coregone che sono stati cresciuti per settimane, all’interno delle campane di vetro della pescicoltura» spiega Grasso che, da diverse domeniche, era presente nella sede di frazione Comuna ad accogliere i visitatori e raccontare loro le attività svolte tra le vasche e le campane di vetro. «Di questi tre milioni si è calcolato che solo 700mila avranno modo di crescere e svilupparsi fino a diventare coregoni». Sono infatti molte le insidie che il lago riserva ai piccoli pesci.

I fattori

«Gli avannotti a questa età non sono ancora in grado di andare sott’acqua e vivono quindi a galla. Nei giorni scorsi abbiamo avuto due Canadair che si sono riforniti nelle acque del lago e che, sicuramente, hanno portato via anche molti avannotti. Non solo, abbiamo diverse specie di predatori sul lago tra cui cormorani e gabbiani che, negli ultimi anni, sono aumentati notevolmente». Fattori, a cui si aggiunge il vento molto dannoso alla fase di ripopolamento ittico, che può compromettere la vita dei piccoli coregoni che, per diventare pesci a tutti gli effetti, ci impiegheranno ben sei mesi. «Le uova vengono premute dalle femmine in inverno per poi rimanere almeno due mesi, nelle campane. Si potrebbe cercare di ridurre la mortalità degli avannotti tenendoli in pescicoltura più a lungo è vero, ma questo vorrebbe dire nutrirli con il plancton del lago o con mangimi specifici che aumenterebbero il lavoro da parte mia ma soprattutto i costi di allevamento del pesce senza ridurre i rischi legati alla loro sopravvivenza una volta immessi nel lago». A non creare preoccupazione per il futuro dei coregoni, è invece il livello delle acque del lago sempre più basso a causa della siccità.

Leggi anche:  Viverone, controlli su imbarcazioni. Scattano multe

L’acqua

«E’ vero- spiega Ferruccio- negli ultimi mesi il livello dell’acqua si è drasticamente ridotto ma questo non è un fattore di rischio comprovato. Quello che conta è infatti la qualità delle acque e su questo non abbiamo problemi. Nei giorni scorsi infatti, abbiamo avuto una visita dell’Arpa che ha analizzato le acque del lago garantendoci la loro purezza».

Eleonora Rosso

TORNA ALLA HOME PER LEGGERE LE ALTRE NOTIZIE

CLICCA SULLA PAGINA FACEBOOK DI ECO