Protezione civile, tre giorni di esercitazioni a Chiavazza. Verrà simulata un’alluvione. Ecco tutti i dettagli dell’operazione.

Protezione civile, tre giorni di esercitazioni

Sarà Chiavazza il teatro dell’esercitazione di protezione civile in programma da venerdì 6 a domenica 8 luglio e che coinvolgerà non solo operatori e volontari in gran numero ma anche i cittadini. Saranno infatti simulati gli effetti di un’alluvione, compresa la necessità di sfollare e di dare vitto e alloggio a parte della popolazione. Un incontro per informare e coinvolgere i chiavazzesi è in programma martedì 3 luglio alle 21 al teatro parrocchiale di via Firenze.

Collaborazione degli abitanti

«Ma abbiamo già avuto un riscontro soddisfacente dagli abitanti, grazie all’impegno del gruppo Alpini del quartiere» ha spiegato nella conferenza stampa di presentazione Stefano Falco, responsabile emergenze della Croce Rossa di Biella. Proprio la Cri, insieme al dipartimento di protezione civile della città di Biella, è in cabina di regia della “tre giorni”. Saranno coinvolti anche 118, Vigili del Fuoco, Soccorso Alpino, volontari Antincendi Boschivi, Ana, Raggruppameno nazionale radiocomunicazioni emergenza e protezione civile provinciale.

Le operazioni partono venerdì

La mobilitazione inizierà venerdì 6, a un’ora che sarà comunicata all’ultimo momento proprio per simulare i tempi di reazione in caso di emergenza. Il primo impegno sarà l’allestimento di un centro di emergenza intorno al PalaSarselli di Chiavazza, che diventerà la base operativa sul posto, mentre la sede della protezione civile di corso Rivetti sarà il centro di coordinamento. Nella mattinata di sabato operatori e volontari saranno chiamati a vari interventi a supporto della popolazione, dal censimento dei presenti alla casa di riposo Oasi all’evacuazione di famiglie. «La gestione di una struttura come una casa di riposo nelle emergenze è delicatissima» ha detto Falco. «Nessun ospite dovrà muoversi ma chiederemo ai gestori numero e condizioni dei presenti: spostare un infermo magari costretto a letto richiede precauzioni particolari che è bene conoscere in anticipo». Per sfollati, operatori e volontari il PalaSarselli diventerà un rifugio temporaneo con cucina da campo per preparare pasti caldi. Nel pomeriggio di sabato si simuleranno il soccorso e la gestione di feriti, con l’intervento diretto del 118. La giornata di domenica sarà dedicata a smontare le strutture provvisorie.

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Come si evolveranno le operazioni

Un primo briefing finale si svolgerà sabato sera. «Saranno presenti anche osservatori esterni» ha annunciato Maurizio Lometti, responsabile della protezione civile della città di Biella. «Il loro compitò sarà quello di trovare le criticità da correggere nel flusso delle operazioni di soccorso». Arrivano da lontano anche i volontari della Croce Rossa di Karlovac, in Croazia, gemellata con quella di Biella, che parteciperanno alla “tre giorni” di lavoro. Sarà anche l’occasione per vedere all’opera l’unità mobile per il trattamento dell’acqua, in grado di fornire da bere a operatori e sfollati. Si tratta di un’apparecchiatura acquistata con il contributo della presidenza del Consiglio e fabbricata nel Biellese, dall’impresa Mendizza di Ponderano.

Garantire la sicurezza

«Siamo abituati a vedere gli uomini della protezione civile al nostro servizio in occasione di gare sportive o impegnati nella pulizia di boschi e torrenti» sono le parole dell’assessore Stefano La Malfa. «Ma la loro funzione è garantire la sicurezza e l’incolumità dei cittadini in situazioni di emergenza, come quella che simuleremo a Chiavazza, in una zona che ha già conosciuto emergenze vere come quella del 2014. Sarà un test importante perché coinvolgerà davvero tutti, cittadini compresi». L’ultima emergenza idrogeologica in città creò i problemi maggiori proprio a Chiavazza, dove fu necessario anche sfollare una quindicina di famiglie nella zona di via della Vittoria per l’esondazione del torrente causata dalla caduta di una frana dalla collina di Pavignano. Da quei giorni moltò è stato fatto: la collina è stata rimessa in sicurezza, i corsi d’acqua sono stati ripuliti l’anno scorso, grazie al lavoro congiunto della protezione civile e di un’impresa incaricata dal Comune, e un idrometro che monitora 24 ore su 24 il livello dell’acqua sul rio Arico.