“Prof” delle medie diventa preside. Riccardo Ongaretto, insegnante della scuola media di Mosso, è uno dei nove biellesi che si sono classificati entro le prime 1.984 posizioni nel concorso per aspiranti dirigenti scolastici.

“Prof”  diventa preside

E’ emozionato per il nuovo incarico che andrà ad assumere a partire da settembre. Riccardo Ongaretto, per un decennio insegnante della scuola media di Mosso, è uno dei nove biellesi che si sono classificati entro le prime 1.984 posizioni nel concorso per aspiranti dirigenti scolastici. Assumerà il nuovo incarico nelle prossime settimane: «Sono contento – dice – anche se vivere la scuola da insegnante mi mancherà un sacco».

Chi è

Quarantuno anni, nato a Biella e residente a Cossato, sposato con una insegnante della stessa scuola media in cui ha lavorato fino a pochi mesi fa, Ongaretto è uno dei docenti che – insieme al professor Giuseppe Paschetto, divenuto celebre dopo la candidatura ai nobel per l’insegnamento – ha attuato nei suoi ragazzi un metodo di insegnamento innovativo, mirato a stimolare gli studenti e trarne i massimi risultati.

La storia

Per Riccardo Ongaretto il primo incarico da “prof” fu nell’anno scolastico 2006/2007, dopo il conseguimento della laurea in lingue e letterature straniere: avevo 27 anni – racconta – quando iniziai a insegnare inglese al Liceo Scientifico Avogadro. Fu molto emozionante: era la stessa scuola che avevo frequentato io anni prima». Ongaretto, come molti suoi colleghi, era un docente precario: «Ho insegnato in diverse scuole superiori – racconta – poi, dopo qualche anno ho iniziato ad insegnare alle scuole medie». A causa della contrazione dei posti, la carriera da insegnante di inglese divenne difficoltosa: «Non potendo lavorare insegnando inglese – spiega – mi proposi come insegnante di sostegno. Ogni volta che c’era la possibilità sono sempre stato disponibile e ben contento di coprire posti vacanti nell’insegnamento della lingua inglese». Una scelta che si rivelò premiante: «Proprio grazie al sostegno sono poi riuscito a passare di ruolo, cinque anni fa».
Ongaretto attende il nuovo incarico con grande entusiasmo, ma non nasconde qualche timore: «Lascio un mestiere che amo profondamente – dice -. La scuola e l’insegnamento mi appassionano molto. Andando ad assumere il nuovo incarico mi mancherà soprattutto il rapporto interpersonale diretto con i colleghi e con gli studenti. Spero comunque di trovare stimoli tali grazie ai quali la mia passione non si affievolisca. Confesso di essere in attesa del futuro con un po’ di sana incoscienza: mi sento come un giovane che si appresta a entrare nel mondo del lavoro, è una sensazione strana, difficile da definire».

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Quale sarà l’impronta che Ongaretto intende dare nella scuola che andrà a dirigere? «Ho intenzione – spiega – di promuovere una scuola che sia il più possibile efficace. Sarò un dirigente attento ad ascoltare le proposte di miglioramento che i docenti vorranno sottopormi. Credo che la scuola sia un’istituzione molto conservatrice: è un limite che vorrei superare. La scuola che ho frequentato io 30 anni fa non ha più ragione di esistere: i tempi sono cambiati, gli studenti sono diversi. E’ necessario fare tutto il possibile per mantenere viva la loro attenzione durante le lezioni e riuscire a trasmettere entusiasmo verso le materie e lo studio. L’unico modo per riuscirci è essere in grado di generare motivazione. E’ un po’ l’obbiettivo che cercavamo di perseguire alla scuola media di Mosso: credo che se si riesce a insegnare in modo interessante e significativo i ragazzi si impegnino con maggior entusiasmo e gli insegnanti lavorino meglio e più volentieri. Farò tutto il possibile per creare le condizioni ottimali affinché questo accada».

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