Paletta e zafferano saranno prodotti De.Co.. I simboli di Coggiola protetti dal marchio comunale.

Paletta e zafferano di Coggiola avranno l’ambito riconoscimento De.Co., il marchio comunale che tutela i prodotti locali. Nei giorni scorsi si sono tenuti incontri tra rappresentanti dell’amministrazione, produttori ed esperti che hanno valutato le richieste ed espresso parere favorevole per dare ai simboli del paese un’identità comunale.

La proposta

La mozione in consiglio era stata portata dalla minoranza guidata da Laura Speranza che ha anche partecipato ai tavoli di confronto: «Soddisfatti che il Comune abbia portato avanti la nostra idea. Ora i prodotti avranno un marchio di qualità che certifica la loro provenienza legata al territorio».

Le conferme

Il sindaco, Gianluca Foglia Barbisin, afferma che ora ci sarà un passaggio in consiglio comunale dopo l’esame delle disciplinari applicate a paletta e zafferano, cioè un vero e proprio vademecum con caratteristiche, denominazione e identificazione: «Poi sarà creato un logo riconoscibile – spiega – in un contesto di assoluta collaborazione».

L’esperto

Tra loro Angelino Catella, ristoratore, insegnante ed esperto di gastronomia: «Si tratta di prodotti fatti a Coggiola che recepiscono una serie di regole alle quali bisogna attenersi – spiega – la commissione doveva dare l’assenso a prodotti e tecniche mentre il marchio De.Co. comunica maggior attenzione e rigore per il prodotto stesso. Una garanzia anche per il consumatore».

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I produttori

Tra loro Enrico Covolo, i ristoratori della trattoria Cantun Balin a Viera e la storica macelleria salumeria Marabelli nata nel 1924. Marcia indietro, invece, per il “maestro dell’Arte Bianca” Luca Piantanida e la sua “polenta imprigionata”: «Il mio è un prodotto che faccio da 25 anni, con il De.Co., che resta una buona idea, tutti avrebbero potuto copiarlo. Abbiamo preferito tenere il nostro marchio con la nostra ricetta».

I cibi

A Coggiola, paletta e zafferano sono di casa. In particolare l’insaccato, già presidio Slowfood, che si ottiene lavorando la parte centrale della spalla del maiale. Negli ultimi anni ha trovato ampio risalto sui giornali la coltivazione dello zafferano, diventata poi filiera, da parte di Enrico Covolo. Oggi la spezia viene utilizzata nella produzione di formaggi, birre e liquori.

Lorenzo Lucon