Ieri sera il Duomo era affollato di tanta gente, la Biella che conta in prima fila, per salutare l’imprenditore Marco Botto che se n’è andato a 82 anni sabato sera nella propria abitazione cittadina per una ricaduta dopo un recente ricovero per scompensi cardiaci. La preghiera del rosario è stata seguita da parenti, amici, conoscenti professionali colleghi di una vita dedicata all’impresa. Botto lascia la moglie Tilly, i figli Giorgia, con Ludovico, Vittoria e Federico; e Federico, con Elisabetta e Marco. Il funerale sarà celebrato nella Cattedrale di Biella oggi alle ore 15,30 e la salma sarà tumulata nella tomba di famiglia del cimitero di Oropa.

Industriale che ha saputo diversificare: dal tessile alla Vialarda

Marco Botto ha lottato negli ultimi anni contro un tumore che lo ha piegato nella fibra ma non nella lucida attenzione ai fatti della vita che lo hanno visto protagonista biellese per oltre mezzo secolo.  Nella sua carriera si è occupato soprattutto di tessile, ma ha saputo diversificare le attività. Il core business era tessile (aveva gestito la Filatura di Pollone, la Pettinatura Europa di Occhieppo Inferiore, la Botto Trasformazioni Tessili di Miagliano) per poi diventare socio della casa di cura Vialarda prendendone il controllo (nella foto che proponiamo è con, a destra, l’amico medico e chirurgo Mauro Valentini che con lui aveva seguito quell’iniziativa) per poi vendere al Policlinico di Monza. Nel sociale era impegnato nella Fondazione Caraccio e nel suo braccio operativo, la Fondazione Lucci.