“Lo Stato c’è, deve esserci e saprà esserci ancora, laddove si manifestassero situazioni di precarietà e di pericolo. Oggi in Veneto e in Sicilia, in Liguria e in Trentino, ieri qui nel Biellese. In queste circostanze la comunità nazionale sa raccogliersi e rispondere in maniera adeguata”. Lo ha sottolineato il capo dello Stato, Sergio Mattarella, a Valle Mosso stamane per commemorare le 58 vittime dell’alluvione che colpì l’area nel novembre del 1968.

Quattro tappe del Presidente

Il Presidente Mattarella sul palco in piazza a Valle Mosso (Foto Canova)
Il Presidente Mattarella sul palco in piazza a Valle Mosso (Foto Canova)

Una visita in quattro tappe. Prima alla stele di Campore, dove ha salutato i decorati e i famigliari dei decorati deceduti ed ha deposto una corona di alloro, poi in Piazza Alpini d’Italia dove ha ascoltato i sindaci Cristina Sasso e Carlo Grosso, il presidente della Regione Sergio Chiamparino e l’imprenditore Paolo Botto Poala intervenendo successivamente ricordando con nome e cognome i bimbi deceduti e quelli “salvati” presenti, i sindaci di allora, gli angeli del fango, il senso di una comunità che ha saputo rialzarsi e ripartire, i compiti dello Stato oggi. Poi ha salutato l’alpino Biasetti di 105 anni, i ragazzi delle scuole con i loro lavori ed ha lasciato il paese stringendo molte mani della gente accorsa nonostante la pioggia.

Alla Romanina l’abbraccio degli scolari

Un gruppo di bambini di Valle Mosso per Mattarella (Foto Canova)
Un gruppo di bambini di Valle Mosso per Mattarella (Foto Canova)

Poi il presidente della Repubblica è salito alla Romanina per visitare in forma privata la mostra allestita dall’Unione montana: qui ha salutato il fotografo Sergio Fighera mentre l’organizzatore Franco Grosso e gli amministratrori lo hanno accompagnato nel viaggio a ritroso nel tempo fatto di immagini della devastazione e della ricostruzione dei fatti accaduti. Anche qui saluto agli scolari schierati fuori col tricolore in mano.

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Mattarella si è affacciato sul ponte del Poala

Tappa finale il ponte sul Poala, dove trovarono la morte diversi abitanti, dove la Protezione civile aveva in corso un’esercitazione per la pulizia dell’alveo e dove una gigantografia riproponeva pochi metri prima il disastro di allora. Il Presidente si è affacciato dal ponte, attento alle operazioni. Un saluto, anche qui, ai bimbi delle scuole e ai volontari e, infine, ripartenza verso la Val d’Aosta e poi versio Parigi per le cerimonioe di chiusura della Grande Guerra.

“Memoria è preservare il fuoco”

Mattarella a Valle Mosso coi sindaci (Foto Canova)
Mattarella a Valle Mosso coi sindaci (Foto Canova)

Molta partecipazione, nonostante il maltempo, paesi infiocchettati di tricolori e un saluto caldo della comunità biellese al primo cittadino d’Italia che ha chiuso il suo intervento ricordsando le parole del sindaco dell’alluvione Carluccio Garrone: “Memoria non è venerare le ceneri, ma preservare il fuoco”.

Roberto Azzoni