Partire da un piccolo paese del Biellese che conta circa 4mila abitanti per andare in una grande città della Polonia, Danzica, che di abitanti ne conta circa mezzo milione, a portare la solidarietà del proprio Comune e della sua gente e ad esprimere vicinanza, dopo la barbara uccisione del loro sindaco Pawel Adamowicz. Sono queste le motivazioni che hanno spinto il primo cittadino di Occhieppo Inferiore, Monica Mosca, a compiere, nei giorni scorsi, un viaggio di oltre 1.600 chilometri «tutto a mie spese», come precisa lei stessa.

Lo sgomento

D’altra parte, il sindaco di Occhieppo Inferiore conosce piuttosto bene la Polonia. «Ho contatti da diversi anni con l’università di Poznan – dice – ma, soprattutto, di Wroclaw, dove ho tenuto diverse lezioni e dove, specialmente a Wroclaw, alcuni rapporti di lavoro sono diventati anche d’amicizia. In questi anni ho avuto modo di conoscere la cultura polacca e ho trovato tanti punti di contatto con quella italiana. Per questo, quando ho saputo che il sindaco di Danzica era stato tragicamente ucciso in seguito a un accoltellamento durante un evento di beneficenza (la mano assassina è quella di un giovane da poco uscito di prigione, che aveva detto di volersi vendicare per essere stato, a suo dire, ingiustamente incarcerato quando al governo c’era “Piattaforma civica ”, il partito di Adamowicz, ndr), sono rimasta scioccata. Danzica è una delle città più importanti della Polonia. Volendo fare un paragone, è come se in Italia venisse assassinato il sindaco di Milano… Mi auguro davvero che quello che è successo sia solo il gesto isolato di uno psico-killer e non il segnale, ancor più preoccupante, che i fondamentali principi di democrazia si stanno sgretolando».

Il viaggio

«Avrei voluto partecipare al funerale, sabato scorso – aggiunge Monica Mosca -, ma non ho trovato subito un volo disponibile per Danzica. Così, tramite l’ambasciata, sono riuscita ad avere un appuntamento con il vicesindaco, Piotr Kovalczuk, che ho poi incontrato martedì mattina». Il colloquio tra i due, favorito dalla traduzione di un’interprete per inglese (Kovalczuk parla polacco e russo), è durato circa 45 minuti. «E’ stato un incontro molto emozionante e commovente – spiega il sindaco -, durante il quale il vicesindaco mi ha manifestato l’orgoglio per aver ricevuto un atto di solidarietà non da una grande città (come tanti ne sono arrivati in questi giorni), ma da un piccolo paese con grandi valori, segno che il pensiero di Adamowicz (grande sostenitore della democrazia, cattolico che aveva in Papa Francesco una delle sue fonti di ispirazione) era arrivato fino a noi. E ha voluto saperne di più sul nostro comune».

Leggi anche:  Il Biellese piange Alessandro Triffiletti

Lo studio

Ancora più commovente, poi, il momento in cui il vicesindaco ha ottenuto l’autorizzazione ad aprire in via del tutto eccezionale le porte dello studio di Adamowicz. «E’ stato per me un onore entrare il quello studio – racconta Monica Mosca -, vedere il suo “vestimento ” da sindaco, quella toga in velluto con il medaglione dei due leoni raffigurante il simbolo di Danzica (lo stemma recita “nec temere, nec timide” cioè non temerariamente, ma nemmeno timidamente, ndr) che indossava nelle occasioni ufficiali, è stato emozionante». Proprio lì i due interlocutori si sono scambiati gli “omaggi”. Il sindaco Mosca ha donato il gagliardetto del Comune, e il vicesindaco di Danzica ha contraccambiato con la bandiera della sua città, che ora sarà conservata nel municipio di Occhieppo Inferiore, in un’apposita teca. L’incontro è stato anche l’occasione per porre le basi per un futuro gemellaggio: la proposta avanzata dal sindaco Mosca in qualità di neoconsigliere provinciale è stata accolta positivamente dal suo interlocutore, che vedrebbe di buon grado una collaborazione «nel segno dei giovani e della democrazia, in ricordo di Pawel». «Per me – conclude Monica Mosca – è un onore aver portato la nostra solidarietà e lo stemma di Occhieppo Inferiore in una città come Danzica, dalla quale, soprattutto nel secolo scorso, tanta storia che ci riguarda è passata».

Lara Bertolazzi