Il Piazzo nuovo centro della movida di Biella. Negli ultimi due anni i biellesi hanno riscoperto il loro borgo storico e sono tornati ad animarlo e viverlo il borgo storico anche grazie allo slancio e all’apertura di nuove attività. Più persone hanno portato all’apertura di più attività e più attività hanno attratto sempre un numero maggiore di persone.  Così il Piazzo, che negli ultimi anni si è proposto anche come polo culturale con progetti e mostre di assoluto livello che certamente hanno contribuito alla rinascita attuale, è tornato vivo e vissuto e attualmente conta ben 14 licenze contro quelle di appena cinque anni fa che si potevano contare sulle dita della mano.

Impazza la movida estiva del Piazzo

Una riscoperta vera e propria grazie anche ad alcuni accorgimenti felici come il blocco delle auto nelle ore serali (residenti esclusi), eventi organizzati nei mesi estivi e la tanto discussa funicolare, il cui utilizzo gratis è stato un incentivo forte per i biellesi al netto di qualche malfunzionamento di troppo. Una spinta decisa è stata data dalla nascita delle vinerie che ha attratto ragazzi giovani, ma anche una clientela di qualità che ha reso il Piazzo un salotto buono della vita serale Biellese.

Precursori. Ma per credere nel progetto Piazzo prima del boom di presenze servivano intuito e passione, qualità che hanno animato un trio di giovani ragazzi che, cresciuti sui campi di calcio ma legati da una passione comune per l’enologia, hanno dato vita un anno e mezzo fa alla “Vineria l’Avvelenata”: «Stavamo cercando una location adatta per proporre la nostra idea – ha spiegato Stefano Brazzale, uno dei soci con Giacomo Colombera e Stefano Costenaro -. La decisione era tra il Ricetto di Candelo e il Piazzo ma alla fine la scelta è ricaduta su quest’ultimo che ha sempre avuto un fascino e una magia particolare. Per il momento le cose stanno andando molto bene e la risposta della gente è molto positiva. La grande differenza si farà in inverno, sperando che altri nostri colleghi decidano di rimanere e non spostarsi come gli altri anni».

Cocktail bar. I ragazzi dell’Avvelenata non sono stati i soli ad insediarsi con fortuna negli scorsi anni, anche Simone Raisi, proprietario del Galileo, che da tre anni ha creato un nuovo locale: «Tra eventi e altri estivi con il Galileo siamo abituali al Piazzo da qualche anno. Quest’anno a maggior ragione sapevamo della possibilità di crescita e di sviluppo del borgo e abbiamo deciso di allargare i nostri spazi con l’intenzione di creare un ambiente che possa funzionare anche durante l’inverno e possa essere un punto di riferimento per una clientela di alto livello».

Fotoservizio di Marco Canova

Nuove aperture. Seguendo l’esempio di queste nuove realtà, anche imprenditori esperti e con un lungo passato nel settore hanno compreso le potenzialità del Piazzo come centro nevralgico della vita serale dei Biellesi. Così è nato “L’Antico Comune” di Pietro Calcagno: «Il Piazzo è un luogo magico e un centro storico come questo deve essere l’anima della città. Negli ultimi anni però il borgo è stato non solo riscoperto dagli stessi Biellesi, ma rivissuto con un nuovo interesse». Da pochi mesi anche Antonio Lauro, da vent’anni proprietario del Bar Odeon di via Torino, ha ampliato la propria offerta con “L’Ora d’Aria”, vineria in un pittoresco cortile dell’ex carcere: «Venivo sempre a camminare e mi è sempre piaciuta l’atmosfera. Da Biellese mi è sembrato giusto fare questo sforzo per valorizzare un luogo storico. Ogni piccola attività può essere importante e dare una mano alla crescita di tutti. La risposta del pubblico è stata entusiasmante».

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I veterani del Piazzo. Se sono diverse le attività che da poco si sono sviluppate nel borgo, di contro ci sono alcuni locali storici come il Ristorante Pizzeria San Giacomo della famiglia Geusa, presente da 50 anni: «Siamo lontani dagli anni d’oro – spiega Roberto, l’attuale titolare – ma negli ultimi anni, con l’apertura dei diversi locali è cambiata le mentalità di chi sale al Piazzo: prima venivano su apposta, adesso invece tanti prima salgono e poi decidono dove andare a mangiare o fare un aperitivo».
Della stessa idea anche Benito Possemato dello storico ristorante “La Civetta”: «Con le debite proporzioni, il fine settimana sembra di essere sulle rambla di Barcellona. Di certo l’impulso dato dalla gratuità della funicolare ha giocato un ruolo importante, incentivando molte persone a riscoprire questi luoghi». Se sulla bontà della gratuità della funicolare tutti i ristoratori convergono in maniera positiva, Anna Maria Della Valle della “Osteria dei due cuori” esorta a una risoluzione rapida delle problematiche: «La funicolare gratis può essere una buona idea, ma deve offrire un servizio puntuale per non avere clienti chiusi dentro, mentre per le persone che la usano, anche se gratis, bisogna avere rispetto e non danneggiarla».
Anna Maria spiega anche come l’impulso da fuori Biella sia stato sorprendente: «Molti miei clienti sono stranieri che da diversi anni si sono trasferiti qua al Piazzo. Probabilmente si sono accorti prima loro della bellezza di questo luogo di chi ci abita».

Chiusura strade. Come giustamente sottolineato anche da Pietro Calcagno («Sono le piccole cose che fanno da volano per quelle grandi»), una delle iniziative intraprese dal Comune apprezzate all’unanimità dai ristoratori è la chiusura del passaggio alle auto dei non residenti in tutto il borgo dalle ore 19 alle 5, fino al 29 settembre. Per i ristoratori infatti, pur nel rispetto delle esigenze dei residenti, la chiusura totale, è fondamentale per creare uno spazio sicuro in cui persone di ogni età, dalle famiglie con i bambini alle persone anziane, possano passeggiare all’interno di Piazza Cisterna in totale libertà e sicurezza. Anche se il passaggio delle auto dei residenti purtroppo vanifica quasi in toto il provvedimento: lasciare i figli a giocare in mezzo alla piazza, non si può fare. E tanto meno metterci dei dehors che aumenterebbero il colpo d’occhio e l’attrazione.

Eventi. Anche gli eventi organizzati in Piazza Cisterna sono accolti positivamente dai ristoratori perché creano comunque interesse, ma per diversi dovrebbe cambiare il tipo di musica proposta: niente più discoteca, ma qualcosa che meglio crei un connubio con l’atmosfera magica del luogo e permetta agli avventori di godersi lo spettacolo ma anche una piacevole chiacchierata sui tavoli esterni nei dehors che hanno invaso il perimetro della piazza. In attesa di potersi prendere tutta la scena.

Fabio Giacchetto

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