Domani è il gran giorno per Eriberto De Mori, cossatese di 58 anni, storico direttore del supermercato Esselunga di Biella fin dal primo giorno di apertura, avvenuta vent’anni fa esatti.

Il direttore De Mori va in pensione

«Domani verso le 18 comincerò a salutare tutti, sarà il mio ultimo giorno di lavoro – racconta un emozionato De Mori -. Poi ci sarà un periodo di ferie e a fine anno la pensione, dopo 44 anni di lavoro, gran parte dei quali trascorsi in quest’azienda che mi sento davvero di ringraziare, perché mi ha permesso di andare oltre le mie aspettative lavorative. Ora mi godrò il tempo libero con la mia famiglia, mia figlia Andrea e mia moglie Camilla».
Parla di aspettative superate, per quale ragione?
«Perché ho cominciato a lavorare a 15 anni e quindi con un titolo di studio di terza media non era affatto scontato che io potessi, un giorno, dirigere un punto vendita così importante. L’azienda mi ha dato l’opportunità di migliorarmi e io l’ho sfruttata, avendo motivazioni forti a guidarmi».
La prima di queste?
«Volevo arrivare al punto di avere meno persone possibili a dirmi cosa fare ogni giorno – sorride -. Diciamo che l’azienda in questi anni si è fidata molto del mio lavoro e anche questo è un bel riconoscimento personale».
Diamo un suggerimento a chi oggi si trova a dover entrare nel mondo del lavoro. Qual è stato il percorso lavorativo di Eriberto De Mori?
«A 15 anni, ho iniziato lavorando sei mesi al Calzificio Piemonte a Strona. Poi ho fatto esperienza in una impresa edile con papà Guglielmo, fino ad arrivare alla Bocchietto Filati a Cerreto Castello, proprio vicino all’Esselunga di Quaregna che in quel periodo cercava personale. Una collega in filatura, la signora Scaramal, mi segnalò l’opportunità e anzi, ricordo che fu proprio lei a compilarmi i moduli per ottenere un colloquio. Ne sostenni tre e mi presero, nel 1985. Il mio percorso formativo è partito da Alessandria, poi Milano come rifornitore, poi Quaregna, fino a Biella, dove sono rimasto per vent’anni, vicino a casa, una bella fortuna».
Oggi sarebbe possibile replicare un percorso professionale simile?
«Chi fa il mio lavoro oggi, ha studiato ed è laureato. Se penso a questi anni di lavoro, devo dire che se avessi studiato di più sarei stato più agevolato in diverse situazioni. Ho sopperito con l’esperienza, ma oggi dico ai giovani che occorre studiare, sapere le lingue, perché sicuramente dà dei vantaggi nel mondo del lavoro. Certo poi occorrono abilità e voglia di impegnarsi per crescere professionalmente, qualità che purtroppo stanno diventando un po’ meno frequenti da incontrare nei giovani».
Che mestiere è il direttore di supermercato, riassunto in una frase?
«Ti alzi alla mattina e sai che devi risolvere dei problemi, devi imparare a gestirli. Il mio lavoro mi è sempre piaciuto molto, per cui non mi è mai pesato farlo».
Negli ultimi vent’anni è cambiato il mondo, anche quello della grande distribuzione. Ricordi particolari?
«La rivoluzione informatica è sotto gli occhi di tutti, ma se devo andare indietro negli anni mi viene in mente, ad esempio, come all’inizio il macellaio aiutasse a scaricare le mezzene di carne dai camion e poi le lavorasse, oggi invece, tutto arriva già pronto e confezionato».
Anche la clientela biellese sarà cambiata in questi anni…
«Certo, siamo stati bravi a fidelizzarla nonostante la concorrenza. Sul cambiamento, posso dire che gli anni di crisi hanno reso i clienti molto più attenti ed esigenti. Molti di loro mi mancheranno, si è creato un bel rapporto. La voce del mio pensionamento si è sparsa e c’è qualcuno che mi incontra in questi giorni e mi fa il conto alla rovescia».
Cosa le mancherà il suo lavoro?
«Sono felice di andare in pensione, ma i rapporti umani con i clienti, i colleghi e anche gli esercenti dirimpettai del centro commerciale mi mancheranno, lo so già».
Il tema del momento sono le aperture domenicali. Il suo parere in merito?
«Tema assai delicato e molto, molto complesso, impossibile analizzarlo in poche parole anche per un addetto ai lavori. Passo, in attesa di certezze».
Un difettuccio al direttore De Mori lo vogliamo trovare?
«Ho un carattere un po’ impulsivo, in questi vent’anni, qualche volta avrei potuto pensarci un po’ più sopra…».
Da sabato sarà virtualmente in pensione. Ora che si fa?
«Per me sarà un’esperienza nuova il fine settimana libero. Mi sono comprato uno scooter, da ragazzo avevo la Vespa. Poi sport per tenersi in forma, con tennis e bocce, e come già detto, tanta famiglia».
Gabriele Pinna
gabriele.pinna@ecodibiella.it