Il Comune di Donato “licenzia” il campanaro.

Donato, la storia di Battistino

Per oltre settant’anni Giovan Battista Favario, da tutti, in paese, chiamato Battistino, ha gestito l’orologio e le campane della Torre Campanaria di Donato. E’ grazie a lui se, in questi decenni, le campane hanno scandito ogni ora della vita dei suoi compaesani, se hanno suonato nelle tristi occasioni dei funerali, nelle situazioni di pericolo, come nel caso degli incendi e dell’alluvione, e nelle circostanze più gioiose: matrimoni, Cresime e Prime Comunioni.
Ogni giorno e ogni volta che c’era bisogno, Battistino saliva le tre rampe di scale a pioli che portano alla Torre Campanaria recando con sé i contrappesi per caricare l’orologio – chili e chili di pietre -, garantendone in tal modo il funzionamento. Nelle ultime settimane, però, l’uomo ha iniziato ad accusare qualche difficoltà dovuta all’età (ha 87 anni). Insomma, per Giovan Battista Favario è arrivato il momento di passare il testimone e di andare in “pensione”. Ma è proprio sul suo “pensionamento” che in Comune si è acceso il dibattito.

L’interpellanza

In un’interpellanza presentata a fine giugno a firma della consigliera Beatrice Bongiovanni, il gruppo di minoranza “Progetti per Donato” ha chiesto al sindaco, Desirée Duoccio, e alla maggioranza «che cosa intenda fare per il buon funzionamento dell’orologio della Torre Campanaria», suggerendo di «promuovere la ricerca di due persone, volontarie, che possano affiancare il signor Favario, per imparare a capire come funziona l’orologio e come si suonano le campane». «Il Comune ha già contattato una ditta specializzata per l’automazione del meccanismo, ritenuta l’unica via percorribile per garantire un duraturo funzionamento dell’orologio della Torre Campanaria ed è in corso l’affidamento per l’esecuzione dei lavori»: questa la risposta del sindaco.

I volontari

«In pratica – sottolinea Beatrice Bongiovanni – il sindaco e la sua amministrazione non hanno perso tempo e, senza consultare la minoranza, hanno dato il “benservito” a Giovan Battista (senza avvisarlo), il quale si è ritrovato da un giorno all’altro senza lavoro, quando, invece, si potevano cercare due persone per affiancarlo quotidianamente (una era già stata trovata). Stiamo parlando di un uomo che ha dedicato tutta la sua vita a questo impegno, per il quale nutre un fortissimo attaccamento. Non lo si può liquidare in questo modo, senza delicatezza… E che dire del fatto che il sindaco, nella risposta alla nostra interpellanza, ha precisato che «l’Amministrazione non ha mai conferito alcun incarico per la gestione in questione», mentre tutti, in paese, sanno chi ha suonato le campane per oltre settant’anni? Senza contare che nei bilanci passati ci sono gli importi destinati a questa persona…».

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La festa

Oggi le campane di Donato sono meccanizzate e il loro suono è inevitabilmente cambiato. Chissà se piace a Giovan Battista Favario… «Ma quando ci saranno avvenimenti particolari, chi metterà mano alla meccanizzazione?», chiede Bongiovanni. Intanto, il campanaro del paese, verrà festeggiato in segno di riconoscenza per il ruolo che ha svolto in paese per oltre settant’anni. «E’ una festa che la minoranza ha ritenuto opportuno tributargli – conclude – e alla quale è invitata tutta la popolazione. Il giorno di Ferragosto, al termine della Messa delle 10.30, ci ritroveremo tutti davanti al municipio per consegnare a Battistino una targa-ricordo; la celebrazione si concluderà poi con un aperitivo presso la Società Operaia».

Lara Bertolazzi

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