Guardiapesca contro i predoni del Lago di Viverone.

A caccia di bracconieri

Sono stati elevati alcuni verbali a pescatori poco attenti e poco rispettosi delle regole, ma non sono stati trovati bracconieri in azione con reti e canotti intenti a catturare carpe e tinche. Non sono state pertanto bissate le operazioni dell’anno scorso e di due anni fa che avevano portato alla denuncia di due bracconieri dell’Est e al sequestro di reti (tronconi per circa mille metri), canotti e di un automezzo, da parte delle guardie ittico ambientali dell’Arcipesca Fisa che, nel fine settimane, nel corso di un lungo e meticoloso servizio, hanno passato ai raggi X tutte le piazzole riservate ai pescatori di carpfishing di Viverone (l’unica tecnica consentita per pescare di notte) e anche tutte le rive dell’intero lago, compresa la zona della provincia di Torino.

Collaborazione

Agli agenti ittici biellesi (guidati sul campo da Sergio Caselli e Roberto Di Gleria), si sono infatti uniti, nell’ottica di una collaborazione che dura da anni, anche i colleghi della provincia di Torino, coordinati dal decano Giuseppe Tomaino. Presenti anche la guardiapesca dipendente della provincia di Torino e i carabinieri, nel caso, in presenza di veri bracconieri, si fosse reso necessario il loro intervento. I controlli al Lago di Viverone dei guardiapesca biellesi dell’Arcipesca Fisa (il gruppo è coordinato da Armando Malagoli), sono stati parecchio incrementati rispetto agli scorsi anni. In piena collaborazione con l’amministrazione comunale del sindaco Renzo Carisio. Presto dovrebbe arrivare persino un natante che verrà utilizzato per controllare dall’acqua i pescatori che utilizzano la barca per pescare, per lo più spinnisti (lo spinning è tecnica con l’utilizzo di esche artificiali che vengono animate grazie alla maestria del pescatore) provenienti da mezzo stivale che in questo periodo si dedicano principalmente alla pesca del luccio e del lucioperca nel rispetto della nuova e decisamente poco invasiva filosofia del Catch & Release (previsto il rilascio dopo l’immancabile fotografia).

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Venti controllati

Nel servizio notturno, lo scorso fine settimana, i guardiapesca hanno alla fine controllato una ventina di pescatori. Sono stati elevati quattro verbali nei confronti di appassionati, tutti dediti alla tecnica del carpfishing, che sono stati trovati sprovvisti della licenza di pesca (in Piemonte rappresentata da due versamenti, uno di 12 euro il secondo di 23 euro). In questo caso la sanzione è pesante: tra verbale e recupero del tributo evaso da parte della Regione, si rischia di pagare circa 350 euro. Il servizio ha riservato anche una curiosità: in territorio di Azeglio, nell’area protetta, è stato trovato, a notte già inoltrata, un tizio residente vicino a Ivrea che si era portato da casa una scala nel tentativo di riuscire a recuperare un piccolo drone che poche ore prima gli era finito su un albero in mezzo a un bosco. Anche in questo caso l’uomo è stato identificato. Rischia ora una sanzione amministrativa.
V.Ca.

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