Ex Rivetti, dopo lo sgombero asta di vendita entro la fine dell’anno. Lo annuncia il curatore fallimentare Andrea Basso.

Ex Rivetti, dopo lo sgombero si tenta la vendita

«Gli edifici presenti nell’area ex Rivetti presentano delle criticità, soprattutto per quanto riguarda la sicurezza. Ecco perché il confronto con le forze dell’ordine e con il Comune di Biella per cercare di sbarrare gli accessi avviene molto spesso». A parlare, dopo lo sgombero dell’area dove sono state trovate nove persone, è il curatore fallimentare Andrea Basso: «Lunedì abbiamo effettuato una riunione con il comando della polizia municipale di Biella e con la Questura. Abbiamo deciso di intervenire nella mattinata di martedì e così abbiamo fatto. Ora procederemo a piazzare delle recinzioni più efficaci, anche se ci rendiamo conto che quell’area è decisamente difficile da controllare, con decine e decine di punti di accesso. Abbiamo anche trovato delle sbarre di ferro tagliate con il flessibile per creare un nuovo varco». La preoccupazione è per l’incolumità delle persone. «Un bambino che va in bicicletta – aggiunge il curatore – deve trovare delle recinzioni che lo blocchino. L’edificio in questione non è sicuro visto che è abbandonato ormai da tempo».

Sgombero propedeutico alla vendita?

Uno sgombero propedeutico a una eventuale vendita dell’area ex Rivetti? «No – risponde Basso – questa è una operazione di sicurezza che viene richiesta spesso perché si verificano situazioni di pericolo». E allora a che punto è l’iter legato a questa centralissima area della città? «Rispetto a qualche mese fa – sottolinea il curatore fallimentare – c’è un cautissimo ottimismo, abbiamo avuto dei contatti, anche se nulla si potrà concretizzare prima dell’asta».

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In arrivo l’asta

L’annuncio arriva direttamente da Basso: «Il 30 di ottobre – spiega – le altre proprietà immobiliari della Sicer andranno all’asta. Tutte quante, tranne l’area ex Rivetti. Per questa si effettuerà un’asta separata che sarà assolutamente pronta entro la fine dell’anno. Lì vedremo se i contatti che ci sono stati si concretizzeranno o meno». La speranza è che questo accada perché un’area così centrale e abbandonata a se stessa non è certamente un bel biglietto da visita per una città come Biella. Nel frattempo si cercherà di ridurre al minimo la presenza di persone all’interno delle palazzine abbandonate.