Chiesa di San Francesco, oggi i rappresentanti dell’associazione incontreranno il vescovo. Per consgnare le 600 firme raccolte. Contro la chiusura.

Chiesa San Francesco, 600 firme raccolte

Ci proveranno fino alla fine i fedeli che fanno parte dell’Associazione amici della chiesa di San Francesco. Perché proprio non hanno nessuna intenzione di rassegnarsi all’idea che quel luogo di culto, frequentato da centinaia di persone, il prossimo 20 maggio chiuda. E oggi saranno in Curia, dal vescovo Gabriele Mana, per portare la petizione che hanno lanciato per far cambiare idea alla diocesi. E che ha avuto già un grande riscontro, con più di seicento firme raccolte. Il tutto nonostante le parole del vicario generale della Diocesi, don Paolo Boffa Sandalina, che ha annunciato proprio martedì che «la decisione è ormai presa». E che non si può più tornare indietro.

L’ultima carta da giocare

L’associazione Amici della chiesa di San Francesco proverà l’ultima carta con la presentazione della petizione, forte delle 600 sottoscrizioni raccolte in appena pochi giorni. E la porterà, oltre al vescovo, anche al direttore generale dell’Asl di Biella Gianni Bonelli e al sindaco della città, Marco Cavicchioli. «Giovedì 17 maggio, alle 20,30 – annunciano poi dall’associazione – per ringraziare la Vergine del dono della chiesa di San Francesco in questi 60 anni e per mettere nelle sue mani ogni decisione riguardo al futuro della chiesa, verrà recitato il Santo Rosario a cui sono invitati tutti i biellesi che hanno a cuore questo luogo di culto».

Le parole del vicario generale

Don Paolo Boffa Sandalina, sul giornale “Il Biellese” ha spiegato le motivazioni che hanno portato alla decisione di chiudere il luogo di culto. Partendo dal presupposto che l’Asl di Biella inizialmente aveva pensato a una donazione dell’edificio alla Diocesi, per poi passare ad un contratto di comodato oneroso. Proprio questo punto ha portato gli organi ecclesiali a decidere di chiudere i battenti della chiesa di San Francesco. Sempre don Paolo Boffa Sandalina sottolinea che l’associazione Amici della chiesa di San Francesco era stata invitata a non sostenere spese per l’adeguamento dell’edificio di culto dopo il trasferimento dell’ospedale. Fino a quando Asl e Diocesi non avessero raggiunto un accordo sul futuro dello stabile. Per quanto riguarda il lascito testamentario vincolato, da parte della defunta Ada Barberis, don Boffa Sandalina ricorda come parte di esso sia stato utilizzato per l’allestimento della nuova cappella all’interno dell’ospedale di Biella. In pieno accordo con gli esecutori testamentari. insomma, la Diocesi non appare per nulla aperta ad una decisione differente rispetto alla chiusura della chiesa dell’ex ospedale, anche se i fedeli continuano nella loro mobilitazione, sperando che l’incontro di oggi, con il vescovo Gabriele Mana possa dare risultati diversi. La partita è aperta.

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La petizione popolare

Chiedendo le firme l’associazione Amici della chiesa di San Francesco motiva anche la protesta contro la decisione. «Abbiamo diritto come fedeli e come cittadini, di mantenere vive le nostre tradizioni là dove le stesse si sono sviluppate e sono cresciute e ciò anche pensando che il luogo di cui trattasi per decenni è stato reso ancor più sacro dati tanti morti che sono passati attraverso il confinante obitorio.