La chiesa di San Pietro a Candelo gremita all’inverosimile per i funerali di Orazio Scanzio, morto, dopo la diagnosi di un tumore devastante, domenica sotto sera nella sua abitazione di Candelo all’età di 72 anni. Tanti biellesi all’ultimo commosso saluto: esponenti di tutte le forze politiche, gli ex presidenti della Provincia Sergio Scaramal e Roberto Simonetti, l’attuale Gianluca Foglia Barbisin, una marea di sindaci capitatani da quello di Candelo Paolo Gelone, fino a quello di Biella Claudio Corradino. Infine, ma non ultimi gli alpini: da quelli del suo paese, alla sezione tutta rappresentata col presidente Marco Fulcheri in prima fila.

Tanta gente all’ultimo saluto a Orazio Scanzio

Dopo l’arrivo del corteo funebre aperto dalla moglie Carole, dalle figlie Carlotta e Valeria con i rispettivi compagni Giacomo e Matteo, la cerimonia ha avuto momenti toccanti quando don Angelo Nardi, che ha sostituito il parroco don Attilio Barbera indisposto, ha ricordato “lo spirito di servizio di Orazio, nel solco del motto degli alpini, il Tucc Un: esempio di passione per il bene comune”. Poi è stata la volta di Elena Chiorino, oggi assessore regionale, che, molto commossa, ha ricordato di aver iniziato la sua attività proprio con Scanzio: “Avevo 20 anni, ero alle prime armi, lo voglio ricordare non da politico, ma da persona sempre entusiasta e vitale: un uomo del fare”.  Sul pulpito è poi salito il presidente della Provincia Foglia Barbisin che ha detto della qualità non scontata di Scanzio, “quella del rispetto per l’avversario politico”; poi  il sindaco di Candelo  Gelone che ha descritto Scanzio “come un galantuomo della politica” la cui attività è stata caratterizzata “dall’impegno, dalla generosità e dalla serietà”.  Ha parlato, ricordando un fatto personale, anche Remigio Cibin dell’Associazione auto e moto storiche dell’Alto Piemonte e, infine, hanno rammentato il “forte esempio” del padre le figlie Carlotta e Valeria, mentre  la moglie Carole, provatissima da questa tragedia famigliare, ha ringraziato tutti per l’abbraccio ricevuto (“Orazio è sicuramente felice di questo gesto non solo simbolico”) e ha detto di una vita insieme al marito, “una storia di amore lunga 40 anni che non finisce qui, una di quelle che ogni donna vorrebbe avere” ricevendo un lungo applauso.  Il vuoto che l’assenza di Scanzio lascerà nella famiglia  e non solo è stato puntualmente ritmato dalla tromba alpina che ha intonato il silenzio fuori dal tempio mentre il corteo ha preso il via verso il cimitero dove la salma è stata tumulata  poco fa.

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