Calamità naturali: proposta di legge biellese. Presentata oggi a Roma dal deputato Pella nel 50° dell’alluvione.

Calamità naturali: proposta di legge biellese

Stamane a Roma il deputato Roberto Pella, prima del convegno pomeridiano che ricorderà l’alluvione nel Biellese del 1968 ha presentato una proposta di legge sulle calamità naturali per dare “una cassetta degli attrezzi” ai Comuni per poter intervenire subito ed in modo organizzato in caso di terremoti, alluvioni, catastrofi.
«Lo sa  quanto tempo ci mettiamo, nel caso di un piccolo intervento in emergenza da fare subito sul torrente Chiebbia che attraversa Valdengo? Mesi, anche anni. E magari abbiamo l’avanzo di amministrazione immediatamente disponibile, ma non spendibile. La legge, le pastoie burocratiche non ce lo consentono». Se viene giù una “bomba d’acqua” – evento ormai ricorrente anche nel Biellese – e combina guai, il Comune di riferimento non può far altro che chiedere lo stato di calamità e avanti con una procedura lunghissima. «Ma gestire  l’urgenza, dopo i disastri, è sempre una pessima cosa da affrontare, non sarebbe meglio avere un itinerario tracciato, regole operative definite?».

 La proposta

E così, cinquant’anni dopo la tremenda alluvione del sabato 2 novembre 1968 nel Biellese (58 morti, 300  famiglie senza casa, 13mila  operai a spasso), il sindaco di  Valdengo e vicepresidente dei sindaci d’Italia (Anci) Roberto Pella, dal 4 marzo anche  deputato di Fi, entra a piedi giunti nel groviglio normativo  e proprio oggi, a Roma ha lanciato la proposta di legge “Disposizioni per gli interventi di ricostruzione e rilancio produttivo a seguito di calamità naturali” che ha presentato alla Camera lunedì 22 ottobre.

Perché

Genova, l’Aquila, Amatrice, Gubbio, l’Irpinia, il Friuli insegnano una lezione mai appresa per bene. «Siamo pronti ad affrontare l’emergenza con la creatività e il cuore dell’improvvisazione – dice Pella -, è invece ora di dare al Paese un quadro normativo di riferimento. Di fronte ad una calamità naturale bisogna che le azioni conseguenti siano definite e immediatamente eseguibili. Basta intervenire a disgrazia avvenuta, serve pianificare le modalità, avere una “cassetta degli attrezzi” da impiegare  e lavorare sulla prevenzione».

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La proposta di legge è quella che Confindustria, con il suo presidente Boccia, aveva presentato nell’audizione in Senato lo scorso giugno, ma che è rimasta ferma. «L’ho condivisa  con l’Unione Industriale Biellese e nell’ambito dell’Associazione comuni italiani – dice Pella -, ne abbiamo  verificato l’articolato, l’abbiamo modificata in alcuni punti ed ora è pronta per entrare nel circuito legislativo. Si tratta di un disegno di prospettiva che consente di trasformare le emergenze, con le migliori pratiche di intervento realizzate nel corso di tanti anni e tante esperienze nel Paese, in una legge operativa che consenta ai sindaci in prima fila ed all’amministrazione pubblica in genere di essere operativa subito».

Pella, che mercoledì, in chiusura della discussione alla Camera sul “Decreto Genova” userà i 3 minuti del suo intervento per ricordare il ‘68 biellese – quella che definisce «l’alluvione dimenticata» – e annunciare la proposta di legge che invierà in questi giorni a tutti i colleghi sindaci-parlamentari e alle forze politiche. «Su questi temi – conclude – serve trasversalità, l’impegno di tutti. Mi auguro che maggioranza e Governo ne tengano conto».
Roberto Azzoni