Lavori in corso alla Burcina, e si tratta di lavori importanti: da oltre due settimane, una squadra di operai forestali è all’opera e sta portando avanti rapidamente un lavoro di ripulitura straordinaria di cui c’era urgente bisogno.

Gli operai forestali in un'area della Burcina già ripulita
Gli operai forestali in un’area della Burcina già ripulita

Al lavoro nel cuore della Burcina

Scendendo il sentiero che si addentra nella conca, ci si immerge in una vera e propria foresta di rododendri, con esemplari ultracentenari, che raggiungono anche i 10-15 metri di altezza. Qui, quattro operatori specializzati stanno rimettendo ordine in quella che negli anni è diventata una giungla inestricabile: “Per prima cosa – spiegano – stiamo togliendo il secco, cioè questi rami vecchi alla base delle piante. Ce n’è tanto, perché saranno almeno 15 anni che non si fa manutenzione in questa zona. Poi eliminiamo i rovi, che stanno soffocando tutto, e togliamo anche i selvatici, che rischiano di prendere il sopravvento sulle altre piante, facendole deperire. E poi cippiamo, riducendo gli sfalci in scaglie e spargendole sul terreno, così da proteggere le radici dei rododendri.”

Gli operai forestali in un'area della Burcina ancora da ripulire
Gli operai forestali in un’area della Burcina ancora da ripulire

Poi si ripulirà l’area mediterranea

‘Non è la prima volta che questa squadra opera in Burcina: lo scorso inverno ha iniziato a ripulire la conca e ora il lavoro prosegue verso l’ingresso dei Galinit. Ma non ci si fermerà qui, come spiega Alessandro Ramella Pralungo, consigliere dell’Ente di gestione: “Terminata la conca, affronteremo l’area mediterranea, che vogliamo valorizzare con un sentiero che consenta di passeggiare tra le piante. Ma prima di tutto bisogna pulire, perché qui sono anni che non si fa manutenzione, e le piante non si vedono nemmeno più.”

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La cippatrice utilizzata in Burcina

“La Burcina ha bisogno di risorse”

Ma questo grande lavoro va poi mantenuto nel tempo. E Cinzia Piccioni, direttrice delle squadre forestali della zona, lancia un allarme: “Facciamo quello che possiamo, con le risorse che abbiamo, ma anche noi avremmo bisogno di personale.. La Burcina è uno dei parchi più belli e frequentati del territorio, è evidente che, per restare in condizioni ottimali, ha bisogno di risorse. E quindi le istituzioni devono decidere: o abbandonano i parchi o devono decidersi ad assumere del personale.”
Anche gli operai temono che il loro lavoro possa essere vanificato: “Certo, dove interveniamo, il risultato si vede. Ma c’è tanto da fare, bisognerebbe poter intervenire più spesso, se si lascia un giardino abbandonato per anni, poi recuperare è difficile…”.

Simona Perolo

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