Una ‘perla’ che rappresenta l’altra faccia della creatività biellese, fatta di maestria tessile ma non solo. Ieri, una conferenza stampa ha fatto il punto su presente e futuro della Burcina, raccontando i progetti sostenuti in questi ultimi anni da Fondazione CRB, con un contributo complessivo di 25mila euro.

La conferenza stampa di Fondazione CRB
La conferenza stampa di Fondazione CRB

La Burcina nel percorso Unesco

E soprattutto ha inserito a pieno titolo la valorizzazione del parco nel percorso verso la candidatura di Biella Città Creativa Unesco, che punta a raccogliere sotto un’unica bandiera le tante eccellenze del territorio.

Introdotta da Federica Chilà e Andrea Quaregna – rispettivamente responsabile comunicazione e vice segretario di Fondazione CRB – la conferenza stampa ha visto gli interventi di Adriano Fontaneto – presidente dell’Ente di gestione delle Aree Protette del Ticino e del Lago Maggiore, che dal 2016 amministra il parco – e del consigliere Alessandro Ramella Pralungo, che nell’Ente ha una delega speciale alla Burcina e alla archeologia biellese e che in questi anni è stato un po’ l’anima della rinascita del parco.

Natura e cultura, un mix vincente

‘Proteggere la natura con la cultura’: questo è stato il leit motif delle iniziative messe in campo dall’Ente. A partire dal progetto ‘Green minds’ che, attrezzando a Cascina Emilia un’aula didattica multimediale, ha permesso la realizzazione di numerose attività didattiche e divulgative. Ai più piccoli è invece rivolto il progetto Plesso Verde, che prevede di erogare alle scuole attività gratuite di educazione ambientale: il debutto avverrà a metà marzo con le scuole di Pollone, ma il modello è replicabile con altre scuole e negli altri parchi biellesi.

La Burcina durante l'unica nevicata di questo inverno
La Burcina durante l’unica nevicata di questo inverno- foto di Franco Cerruti

Alla ricerca del villaggio perduto

E poi il progetto Antiche Civiltà, che – oltre a finanziare un innovativo laboratorio archeologico ‘sul campo’ dedicato ai ragazzi, e curato dall’archeologa Angela Deodato – ha finalmente dato il via, con una serie di sondaggi sulla vetta, ad un lavoro scientifico di ricerca archeologica, sotto la direzione della Soprintendenza. I risultati – ha affermato durante la conferenza stampa l’archeologa Lucia Mordeglia – confermano le grandi potenzialità dell’area: i reperti ritrovati, essenzialmente frammenti di ceramica ancora in fase di analisi, rafforzano infatti l’ipotesi di un insediamento protostorico in cima al Brich, ma ancora non forniscono indicazioni precise sulla sua esatta ubicazione. Saranno dunque necessari altri scavi, allargando ulteriormente l’area di indagine, alla ricerca di tracce del mitico villaggio, che rappresenta probabilmente il primo nucleo abitato di Biella.
Per questo l’Ente di gestione ha già proposto un nuovo progetto, dal titolo ‘Natura e archeologia nei parchi biellesi’, che punta – oltre a continuare gli scavi sulla vetta della Burcina – a mettere in rete il patrimonio archeologico delle aree protette del nostro territorio. In particolare, verrà realizzata una pubblicazione, a cura della Soprintendenza, sui siti di interesse archeologico e si valorizzerà il parco della Bessa, con una settimana tutta dedicata a questa area di straordinario interesse storico.

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Il video dell’Albero Accogliente

Inverno in Burcina
Inverno in Burcina – foto di Franco Cerruti

Infine, è stata annunciata un’altra novità: un video, realizzato dal regista Manuele Cecconello, che racconta l’iniziativa dell’Albero Accogliente: un evento che negli ultimi due anni ha riunito al Parco Burcina – in occasione della Giornata mondiale dell’albero – esponenti delle diverse comunità religiose del territorio che, insieme ai bambini delle scuole di Pollone, hanno simbolicamente piantato un alberello di fico e arbusti di mirtillo accanto alla Casina Blu. Il racconto dell’evento è ora on line, a disposizione di tutti, in particolare delle scuole.