“Biella Città Creativa” patrimonio dell’Unesco. La candidatura è stata lanciata stamane dal sindaco di Biella Marco Cavicchioli e dal presidente della Fondazione Cassa di risparmio di Biella Franco Ferraris da Pollenzo dove una delegazione ai massimi livelli (presente anche il presiudente Uib Carlo Piacenza) è andata ad ascoltare e verificare le dinamiche con cui la città di Alba ha ottenuto quel riconoscimento, dunque un esempio da seguire.

A Pollenzo lana e identità biellese

Lana e identità biellese, questo l’insieme di valori che ha indotto il Sistema Biella a procedere sulla strada della candidatura nel network Unesco delle “Città Creative”. Bellezza, sostenibilità e comfort sono i tre elementi alla base del successo della cultura tessile biellese nel mondo ai quali si aggiunge la perfezione tecnica data dal diffuso “saper fare” del territorio. “Sono questi gli elementi – dice una nota congiunta degli attori cittadini diffusa stamane da Pollenzo – su cui la città punta per l’ambiziosa candidatura nel settore Craft & Folk Arts”. Tutto questo dovrebbe aiutare quello che nella nota viene definito “un nuovo orizzonte per il Biellese”.

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Il “Progetto Lana” affidato all’Università di Pollenzo

La Fondazione Cassa di risparmio ha affidato all’Università di Pollenzo e in particolare al rettore professor Piercarlo Grimaldi la redazione di una relazione strategica e preparatoria per la candidatura denominata “Progetto Lana”. Il tutto nell’ottica del rilancio del territorio che deve però passare – come hanno osservato tutti gli attori – attraverso l’uscita dall’isolamento. E tutti sono d’accordo anche su un vettore fondamentale: la ripartenza è con la lana.

Mariella Debernardi