“Basta odio, il derby non è calcistico, come vuole il ministro degli Interni, ma tra fascisti e democratici”. Con questo intervento il sindaco di Biella, Marco Cavicchioli, ha aperto la cerimonia del XXV Aprile a Biella, tradizionalmente celebrato il 24 che fu il giorno della Liberazione della città, una delle prime che cacciarono i nazifascisti.  “E il valore che dobbiamo trasmettere è rappresentato dalla democrazia e dalla libertà frutto  della resistenza di quelle persone che nel Ventennio non hanno piegato la testa”.

Cavicchioli: “Resistere si può, anzi si deve”

Il sindaco ha chiuso il suo breve intervento ricordando che “resistsre si può, anzi si deve”. Al suo fianco, presente il veterano degli alpini Silvio Biasetti, 105 anni, in carrozzella; fra il pubblico, oltre al prefetto Annunziata Gallo che col primo cittadino ha fatto gli onori alla posa della corona di alloro alla lapide ricordo della città liberata, anche il procuratore della Repubblica, diversi assessori e consiglieri comunali, il senatore Gilberto Pichetto, l’ex parlamentare Gianluca Susta, il consigliere regionale Vittorio Barazzotto, l’ex sindaco e candidato Dino Gentile, rappresentanze d’arma, sindacalisti e l’associazione partigiani d’Italia.  Poca gente comune, pochissimi giovani: gli studenti sono a casa in vacanza. Assenti esponenti pubblici di Lega Nord e Cinquestelle.

Chiorino (Anpi): “Non chiudiamoci nell’indifferenza”

Ed è toccato proprio al presidente Anpi, l’avvocato Gianni Chiorino, tenere l’orazione ufficiale. Chiorino ha rammentato il valore supremo della libertà che la resistenza ha portato, valore sancito nella Costituzione a garanzia di tutti, anche di quanti sono ancora oggi epigoni del fascismo e della tirannia. Anche lui non ha mancato di citare il ministro degli Interni “che col suo cinismo semina odio e favorisce quell’indifferenza che può portare all’intolleranza”. E ha aggiunto: “Aleggia nella società italiana un passaggio di nubi che si addensano. I valori della carta costituzionale stanno soffrendo e il rischio di colpire il cibo spirituale degli uomini, rappresentato dalla libertà, è forte”. La ricetta? “Non chiudiamoci nell’indifferenza”, ed ha citato l’esempio di Aldo Sola e dell’ex maestra Maria Teresa Branduzzi  che alla bell’età di 94 anni ha scelto l’impegno civile candidandosi al comune di Reggio Emilia”.  L’inno di Mameli e quello europeo hanno chiuso la manifestazione. E domani, 25 aprile, tante saranno le manifestazioni nel Biellese: da quella di Donato Lace a quella di Pralungo dove il partigiano Carlo Ganni presenterà le sue memorie di novantenne di matrice socialista a quella di Pettinengo dove a Villa Piazzo Pace e futuro propone un happening fra ricordi, musica e gusto. Infine, a Mongrando,  questa sera si esibiranno gli Africa Unite.

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R.A.

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