Su ogni cinque chili di rifiuti prodotti a Biella nel 2018, quattro sono stati riciclati anziché finire in discarica: lo dicono i dati finali della raccolta differenziata dell’anno passato, resi noti dall’ufficio ambiente del Comune.

Differenziati quattro chili di rifiuti su cinque

Dati finali ma non definitivi, perché manca ancora la stima corretta dei cosiddetti assimilati, che ufficializzerà la Regione con un’apposita delibera nei prossimi mesi. Stimando che la quantità di rifiuti smaltiti autonomamente da imprese e attività commerciali sia del 5% come negli anni passati, il risultato definitivo è del 79,91%. “Ma l’ulteriore buona notizia” sottolinea l’assessore all’ambiente Diego Presa “è che la tendenza parla di un aumento continuo. Nel secondo semestre del 2018 la differenziata è cresciuta di un ulteriore 2,4% rispetto ai primi sei mesi dell’anno. Se considerassimo solo il periodo da luglio a dicembre, la soglia psicologica dell’80% sarebbe superata”.

Presa: «Grazie ai cittadini»

Questa tendenza in realtà è un processo che dura dal 2014: dal 56,17% fatto registrare in quell’anno, ben lontano dall’obiettivo minimo del 65% fissato dall’Unione Europea su cui Biella era già in ritardo, si è arrivati alla situazione attuale, che pone la città ai vertici regionali quanto a sostenibilità. “Un grande grazie va ai cittadini per il loro impegno quotidiano” sottolinea Presa. “Hanno interpretato nel modo migliore le novità portate dalla tariffa puntuale. E tra queste novità c’è anche un calo della spesa della città per lo smaltimento che si ripercuote in tariffe meno esose per la maggior parte dei cittadini. L’indice di sostenibilità che avevamo calcolato l’anno scorso parla del 70% delle bollette sotto i 250 euro all’anno”.

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Il raffronto con il 2014

Il confronto tra i dati dal 2014 a oggi evidenzia anche un netto calo nella produzione totale dei rifiuti e nella quantità di indifferenziato conferito alla discarica. Sono circa 2.300 le tonnellate in meno prodotte nel 2018 rispetto al 2017 e circa 3mila rispetto al 2014. Ma la frazione indifferenziata in un quinquennio si è dimezzata: dalle 10.016 tonnellate portate all’impianto di Cavaglià nel 2014 si è scesi alle 5.189 dell’anno scorso. Il risparmio è doppio: minori costi di smaltimento per il Comune ma anche un risparmio per l’intero comprensorio, perché meno sono i rifiuti da immagazzinare più è lunga la vita di una discarica.