Tassametri modificati. E il cliente pagava di più.

Tre nei guai?

I militari della Guardia di finanza avrebbero riscontrato irregolarità quantomeno su tre tassametri che sarebbero risultati taroccati degli undici tax in servizio in città che martedì pomeriggio sono stati convocati per le operazioni di piombatura delle macchinette nel parcheggio tra Città Studi e il carcere. Potrebbe finire nei guai anche l’installatore.

Pratica truffaldina

I taxi schierati martedì pomeriggio a Città studi in attesa delle verifiche

I tassisti titolari della licenza sarebbero stati pertanto in grado – in taluni casi pigiando il pulsante di un telecomando – di far pagare la corsa con delle tariffe maggiorate rispetto a quelle stabilite con delibera comunale del febbraio 2015. Sono passati quattro anni. E in tutto questo tempo – nonostante la normativa lo preveda – l’apposito ufficio comunale non ha mai provveduto a far piombare i tassametri in modo che nessuno potesse alterarli e maggiorare pertanto le tariffe.

Solo pochi (presunti) disonesti

Tra i tanti tassisti onesti, grandi lavoratori, che pensano ad ogni corsa a mettere a proprio agio i clienti, ve ne sarebbero quindi di meno limpidi. Pochissimi per fortuna. L’inchiesta potrebbe essere all’inizio ed espandersi a macchia d’olio.

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Il tassista fantasma

gli uomini delle Fiamme gialle avrebbero scoperto che, in realtà, le licenze rilasciate dal Comune sarebbero non undici, bensì dodici. Solo che, quantomeno da una decina d’anni se non di più, il titolare della dodicesima licenza provvederebbe a vidimarla ad ogni scadenza pur non svolgendo, in realtà, la professione di tassista.

V.Ca.

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