Processo per droga e armi: cinque condanne, otto assoluzioni. Dopo nove anni.

Poca cocaina

Sono stati spesi circa 60mila euro in intercettazioni telefoniche. Ma di droga reale ne è stata trovata veramente poca: circa due grammi di cocaina che uno degli imputati avrebbe ceduto a un assuntore. Non ha preso la svolta che avevano forse sperato all’inizio gli inquirenti in quella che era stata battezzata “operazione sesto senso” che aveva coinvolto personaggi storici della criminalità biellese, tutti arcinoti alle forze dell’ordine. Alla fine l’inchiesta, quantomeno per la droga, si è letteralmente sgonfiata.

Le condanne

Di quindici imputati, ne sono stati condannati solo cinque. Ma per la droga solo due, per di più a pene miti: un anno a testa per Aldo Intrieri, 61 anni, di Biella, e ad Attilio Massimiliano Giambelluca, 44 anni, anche lui residente in città. Pene più pesanti solo per i tre personaggi coinvolti in uno scambio di armi. A due anni e mezzo per le armi più altri due anni per la ricettazione di un piccolo escavatore rubato, è stato condannato Enzo Lucia, 62 anni, di Chiavazza, arcinoto alla giustizia. A due anni e mezzo sempre per le armi, sono stati condannati anche Angelo Nuzzo, 54 anni, di Valle San Nicolao (era tra l’altro accusato di un presunto spaccio di vari quantitativi di cocaina per il quale è stato assolto) e Bruno Dazza, 66 anni, di Coggiola (coinvolto nella consegna delle tre pistole con matricola abrasa).

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