Resta in sospeso il responso regionale in merito alla richiesta di permesso di esplorazioni di idrocarburi “Cascina Alberto”, avanzata da Shell su un ampio territorio  compreso tra i comuni di Gattinara, Ghemme, Sizzano e le aree protette del Ticino e del Lago Maggiore. Già in fase di Valutazione di Impatto Ambientale presso il Ministero dell’ambiente, la questione è stata discussa martedì anche a Torino, nell’ambito della conferenza dei servizi indetta dalla Regione Piemonte. L’incontro – che ha visto la presenza anche del presidente della Provincia di Novara, Matteo Besozzi, oltre a diversi rappresentanti delle amministrazioni comunali, il direttore del Parco del Ticino Benedetto Franchina e un rappresentante del Parco del Fenera e ai tecnici della Regione – si è infatti concluso con una richiesta di maggiori documentazioni da parte della Regione. La quale, dopo aver raccolto tutti gli elementi necessari, avrà il compito di esprimere il proprio parere entro il 10 di marzo.
Nel corso della conferenza, i tecnici di Shell Italia E&P hanno fatto presente le ragioni dell’azienda, davanti allo stato dell’arte: «In questa fase solo “ascolto” del terreno, nessuna attività perforativa sul territorio; un contributo importante alla ricerca scientifica (possibili collaborazioni con Università); impatto ambientale pressochè nullo grazie a tecnologie all’avanguardia. E ancora: non più di 3-4 mesi, una volta ottenute le necessarie autorizzazioni per effettuare l’indagine geosifica, il cui esito per altro non è detto sarà positivo. Il tutto, nel contesto di un quadro normativo e regolatorio, quale è quello italiano, tra i più severi d’Europa. E in prospettiva: ricadute positive per l’economia regionale e locale in termini di royalties, occupazione, indotto, investimenti sociali e sviluppo industriale, in un quadro dove idrocarburi e vocazione del territorio (agricoltura di qualità, turismo, ecc.) possono coesistere (come dimostrano gli esempi in Italia e all’estero) e dove anzi i proventi degli idrocarburi possono essere utilizzati per sostenere progetti “green” senza costi per la collettività».
Le posizioni si Shell però continuano a non convincere il territorio. Che ha ribadito il proprio “no” al progetto consegnando, per mano del presidente della Provincia novarese Matteo Besozzi, l’atto di indirizzo (sottoscritto in zona anche dal Comune di Lozzolo, a fianco di numerosi enti locali dell’area interessata) che esprime netta “contrarietà” alla proposta di Shell.
Veronica Balocco

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Resta in sospeso il responso regionale in merito alla richiesta di permesso di esplorazioni di idrocarburi “Cascina Alberto”, avanzata da Shell su un ampio territorio  compreso tra i comuni di Gattinara, Ghemme, Sizzano e le aree protette del Ticino e del Lago Maggiore. Già in fase di Valutazione di Impatto Ambientale presso il Ministero dell’ambiente, la questione è stata discussa martedì anche a Torino, nell’ambito della conferenza dei servizi indetta dalla Regione Piemonte. L’incontro – che ha visto la presenza anche del presidente della Provincia di Novara, Matteo Besozzi, oltre a diversi rappresentanti delle amministrazioni comunali, il direttore del Parco del Ticino Benedetto Franchina e un rappresentante del Parco del Fenera e ai tecnici della Regione – si è infatti concluso con una richiesta di maggiori documentazioni da parte della Regione. La quale, dopo aver raccolto tutti gli elementi necessari, avrà il compito di esprimere il proprio parere entro il 10 di marzo.
Nel corso della conferenza, i tecnici di Shell Italia E&P hanno fatto presente le ragioni dell’azienda, davanti allo stato dell’arte: «In questa fase solo “ascolto” del terreno, nessuna attività perforativa sul territorio; un contributo importante alla ricerca scientifica (possibili collaborazioni con Università); impatto ambientale pressochè nullo grazie a tecnologie all’avanguardia. E ancora: non più di 3-4 mesi, una volta ottenute le necessarie autorizzazioni per effettuare l’indagine geosifica, il cui esito per altro non è detto sarà positivo. Il tutto, nel contesto di un quadro normativo e regolatorio, quale è quello italiano, tra i più severi d’Europa. E in prospettiva: ricadute positive per l’economia regionale e locale in termini di royalties, occupazione, indotto, investimenti sociali e sviluppo industriale, in un quadro dove idrocarburi e vocazione del territorio (agricoltura di qualità, turismo, ecc.) possono coesistere (come dimostrano gli esempi in Italia e all’estero) e dove anzi i proventi degli idrocarburi possono essere utilizzati per sostenere progetti “green” senza costi per la collettività».
Le posizioni si Shell però continuano a non convincere il territorio. Che ha ribadito il proprio “no” al progetto consegnando, per mano del presidente della Provincia novarese Matteo Besozzi, l’atto di indirizzo (sottoscritto in zona anche dal Comune di Lozzolo, a fianco di numerosi enti locali dell’area interessata) che esprime netta “contrarietà” alla proposta di Shell.
Veronica Balocco

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