Moria di carpe a Viverone: è giallo. Atteso l’esito delle analisi.

In tutto i lago

E’ giallo per un numero spropositato di carpe morte travate sulle rive del Lago di Viverone, dal lido di Anzasco ad Azoglio, da “Punta Cuneo” passando per tutta la Masseria fino a Punta Becco. Non c’è zona del lago dove un esemplare di carpa non si sia arenato senza vita. E’ allarme tra i carpisti che ogni fine settimana attendono il suono del segnalatore per recuperare l’ambita preda, coccolarla per bene dopo averla adagiata sull’apposito materassino (peraltro obbligatorio per chi pratica la tecnica del carp fishing che prevede il Catch And Release, cioè il rilascio del pesce) , fotografarla e poi rilasciarla dopo aver disinfettato l’eventuale ferita.

Carpa di trenta chili

Tra gli esemplari trovati morti, ce n’era uno da record, di circa trenta chili, sogno di qualsiasi appassionato della disciplina. Tutti gli esemplari sarebbero comunque risultati di peso superiore ai dieci chili. L’amministrazione del sindaco Renzo Carisio non è rimasta con le mani in mano. E’ stato chiesto ai guardiapesca dell’Arci Pesca Fisa di recuperare un esemplare da far analizzare agli specialisti dell’Istituto Zooprofilattico. Altri due esemplari li ha recuperati per lo stesso scopo il pescatore professionista, Ferruccio Grasso.

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L’inquinamento non c’entra

Nel complesso sarebbero stati avvistati una ventina di carpe morte, ma c’è chi sostiene che siano di più. Non c’entrerebbe l’inquinamento in quanto di recente l’acqua del lago è stata promossa da Arpa. Senza contare che non sono morte altre specie di pesce. La causa potrebbe dunque essere imputabile a un virus circoscritto solo agli enormi ciprinidi.

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