La sentenza: “Non stuprò la cuginetta di nove anni”.

Lui ne aveva 25

Era accusato d’aver costretto la cugina di appena nove anni a subire rapporti sessuali mentre lui di anni ne aveva già 25. I fatti sono datati, risalgono addirittura al 2005. Alla fine, seppure con la formula che un tempo corrispondeva all’insufficienza di prove, l’imputato, un cingalese che ora ha 38 anni e abita a Trivero, è stato assolto «perché il fatto non sussiste», dal collegio giudicante (presidente Paola Rava, a latere Nicolò Roberto Pavoni ed Eleonora Carla Saccone).

Accuse gravi

L’imputato era difeso dall’avvocato biellese Ketty Zampaglione che si è battuta sin dal principio per insinuare il tarlo del dubbio e giungere all’assoluzione del proprio assistito. Le accuse dopotutto erano molto gravi. L’imputato, in più occasioni, con il pretesto di accompagnarla in bagno per poi prendere la direzione della camera da letto, avrebbe per l’accusa costretto la cuginetta a subire degli stupri, approfittando – spiega il capo d’imputazione – «della propria superiorità fisisca e minacciando la persona offesa che se avesse parlato avrebbe fatto del male alla sua famiglia». I fatti sarebbero stati commessi a Ponzone.

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