BIELLA – Hanno afferrato cestino e lista dei prodotti e si sono addentrati tra le corsie del supermercato, allestito all’interno dello Spazio Cultura della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella. Sei gli alimenti da scegliere, per comporre il loro “pranzo ideale”; quindi, il passaggio finale alla cassa, per ricevere uno scontrino speciale, sul quale era stampato il punteggio ottenuto. Sarà stato un buon pasto? I carboidrati, i lipidi e le proteine erano ben bilanciati, nella scelta?

È così che alunni e studenti del territorio, dalle scuole elementari ai licei, fino a gruppi provenienti dal resto del Piemonte hanno sperimentato la mostra-laboratorio “Io vivo sano – Alimentazione e Dna”, allestita per proporre ai più giovani nozioni di corretta alimentazione ma in modo interattivo e partecipato. A partire proprio da quel gesto, così abituale e talvolta così scontato: il fare la spesa.

L’iniziativa, nata nel 2015 e tuttora itinerante, conta sulla partecipazione di attori quali la Fondazione “Umberto Veronesi” con Fondazione Cassa di Risparmio di Torino e di Biella e si inserisce nell’ambito del progetto regionale “Diderot” della Crt. L’ideale supermercato dello Spazio Cultura di Biella è rimasto aperto da lunedì 26 febbraio a venerdì 2 marzo. Le “addette alla vendita” dello store – ricercatrici per la Fondazione “Veronesi”, le dottoresse Elisa Belmonte, Silvia Mattavelli e Noemi Burgio – hanno accolto nutriti gruppi di “acquirenti”. In tutto, a iscriversi alla mostra-laboratorio “Io vivo sano” sono stati, infatti, 759.

Pubblico che si somma a quello accumulato negli anni dall’iniziativa. E al quale gli esperti cercano di trasmettere le basi per una educazione alla sana alimentazione, per stare bene, e nello stesso a per una cultura che valorizzi i risultati portati avanti dalla ricerca. Lo spiega Carolina Cani della Fondazione “Veronesi”: «Diventa importante scegliere ma anche codificare ciò che assumiamo; dunque, la mostra illustra ai giovani l’importanza del progresso delle scienze, pensiamo alla nutrigenomica che studia come il cibo che consumiamo interagisce con le nostre cellule e il nostro Dna. La speranza è quella di avere future generazioni più sane, attente e consapevoli». La mostra, per chi volesse esercitarsi con la spesa, può essere visitata in modo interattivo sul sito www.iovivosano.it.

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Giovanna Boglietti 

BIELLA – Hanno afferrato cestino e lista dei prodotti e si sono addentrati tra le corsie del supermercato, allestito all’interno dello Spazio Cultura della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella. Sei gli alimenti da scegliere, per comporre il loro “pranzo ideale”; quindi, il passaggio finale alla cassa, per ricevere uno scontrino speciale, sul quale era stampato il punteggio ottenuto. Sarà stato un buon pasto? I carboidrati, i lipidi e le proteine erano ben bilanciati, nella scelta?

È così che alunni e studenti del territorio, dalle scuole elementari ai licei, fino a gruppi provenienti dal resto del Piemonte hanno sperimentato la mostra-laboratorio “Io vivo sano – Alimentazione e Dna”, allestita per proporre ai più giovani nozioni di corretta alimentazione ma in modo interattivo e partecipato. A partire proprio da quel gesto, così abituale e talvolta così scontato: il fare la spesa.

L’iniziativa, nata nel 2015 e tuttora itinerante, conta sulla partecipazione di attori quali la Fondazione “Umberto Veronesi” con Fondazione Cassa di Risparmio di Torino e di Biella e si inserisce nell’ambito del progetto regionale “Diderot” della Crt. L’ideale supermercato dello Spazio Cultura di Biella è rimasto aperto da lunedì 26 febbraio a venerdì 2 marzo. Le “addette alla vendita” dello store – ricercatrici per la Fondazione “Veronesi”, le dottoresse Elisa Belmonte, Silvia Mattavelli e Noemi Burgio – hanno accolto nutriti gruppi di “acquirenti”. In tutto, a iscriversi alla mostra-laboratorio “Io vivo sano” sono stati, infatti, 759.

Pubblico che si somma a quello accumulato negli anni dall’iniziativa. E al quale gli esperti cercano di trasmettere le basi per una educazione alla sana alimentazione, per stare bene, e nello stesso a per una cultura che valorizzi i risultati portati avanti dalla ricerca. Lo spiega Carolina Cani della Fondazione “Veronesi”: «Diventa importante scegliere ma anche codificare ciò che assumiamo; dunque, la mostra illustra ai giovani l’importanza del progresso delle scienze, pensiamo alla nutrigenomica che studia come il cibo che consumiamo interagisce con le nostre cellule e il nostro Dna. La speranza è quella di avere future generazioni più sane, attente e consapevoli». 

Giovanna Boglietti