“E’ lui che mi ha mostrato le parti intime in Baraggia”.

A una signora di 69 anni

E’ stato identificato il presunto esibizionista che qualche giorno fa avrebbe mostrato le parti intime a una signora di 69 anni che stava passeggiando con il suo cane in Baraggia. “Non ho fatto nulla, quel giorno ero da un’altra parte”, ha prima cercato di giustificarsi il personaggio sospetto con i carabinieri di Cossato che lo hanno identificato chiedendo prima negli ambienti ciclistici chi potesse essere quel tizio e poi riuscendo a trovare il suo profilo Facebook. Si tratta di un sessantenne che abita nel Cossatese.

La foto determinante

La foto che quel giorno la signora era riuscita a scattare con il telefono cellulare allo sconosciuto che a suo dire l’aveva molestata, corrispondeva a quella del profilo del social netwoork dell’uomo convocato in caserma dai carabinieri sia per il caschetto bicolore da ciclista indossato, sia per il colore argento della bicicletta, sia per il giubbotto con gli inserti arancioni. Il volto con la barba, poi, non dava adito a dubbi a meno di trovarsi davanti a un clone perfetto.

Contraddizioni

Dopo che i carabinieri gli hanno mostrato la foto, la sicurezza del presunto esibizionista ha cominciato a vacillare. Il fuoco di fila dei carabinieri lo ha fatto ad un certo punto crollare: l’uomo ha dovuto ammettere che quel giorno a quell’ora si trovava sul serio a transitare in bicicletta in quella zona della Baraggia. Una prova certa che ha fatto crollare del tutto il fragile alibi dell’appassionato ciclista, era la presenza sempre su Facebook della sua performance in bici proprio di quel giorno, memorizzata in una delle tante “app” gratuite o a pagamento a disposizione su “app store” e collegate al telefono, nella stessa fascia oraria in cui la signora aveva segnalato in Baraggia la presenza del presunto esibizionista che aveva mostrato le proprie grazie.

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Il crollo davanti ai carabinieri

L’uomo ha a quel punto fatto le prime ammissioni, ma ha ribaltato la versione della signora: “Non potrei mai fare certe cose – ha spiegato ai carabinieri – può darsi che in quel momento mi sia fermato per fare pipì…”. Nonostante i militari siano riusciti in tempo di record a identificare il presunto esibizionista, non hanno potuto procedere in quanto la signora si è rifiutata alla fine di presentare denuncia e i reati che si potevano contestare (atti di libidine, molestie oppure atti osceni) non erano procedibili d’ufficio ma solo a querela di parte.