“Caro dolce e buono nipote, troveranno l’assassino vedrai”. Scrive lo zio del giovane ucciso a Torino.

Ricercato

C’è un ricercato per l’omicidio di Stefano Leo, 33 anni, di Biella, ucciso sabato mattina mentre si stava recando al lavoro nel negozio K-way di via Roma a Torino, dove si era stabilito da qualche mese a casa di un amico. Si tratta di un giovane dai capelli sicuramente lunghi, raccolti tipo rasta, che indossava un giubbotto chiaro con una scritta rossa sul davanti. Sarebbe questo l’identikit sommario dell’aggressore del commesso, conosciuto da tutti come un pacifista, una persona mite e riflessiva, ucciso sabato mattina con una coltellata alla gola tra la passeggiata di Lungo Po Cadorna e l’inizio del viale pedonale di Lungo Po Machiavelli, sempre nel capoluogo piemontese.

Pochi secondi poi la morte

Il taglio alla gola è stato netto, micidiale, inferto per uccidere con un coltello di grosse dimensioni che ha reciso la giugulare. Stefano ha provato a tamponare la ferita con la sharpa.  Ma in questi casi la morte arriva in una manciata di secondi.

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Parenti distrutti

A Biella, intanto, tutti gli amici si sono stretti accanto al dolore della madre del ragazzo, Mariagrazia Chiri, disperata come il suo compagno, Alberto Ferraris. Neppure loro sanno trovare una spiegazione plausibile: Stefano era un bravo ragazzo, pacifico, che non ha mai avuto problemi con la giustizia. A Torino viveva con un amico architetto. Sconvolto anche il padre, Maurizio Leo, ex agente della Polstrada di Biella, che dopo essersi separato vive a Milano.

Messaggio dallo zio

Un messaggio sul suo profilo Facebook, ha voluto scriverlo anche lo zio, Daniele Chiri, educatore sordo, docente di lingua dei segni, prsidente dell’associazione dei sordi: «Caro dolce e buono nipote, troveranno l’assassino vedrai…».

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