Si è concluso poco fa il processo per direttissima che ha visto coinvolti tre uomini, uno di origini sudamericane e due italiani, arrestati dai Carabinieri a seguito di un furto in abitazione ai danni di un ultraottantenne. L’episodio si è verificato nella tarda mattinata di domenica 5 luglio in una casa al Barazzetto. Il giudice Marco Arecco ha convalidato gli arresti, ma ha optato per misure cautelari meno severe rispetto a quelle richieste dalla Procura, evidenziando come i ladri avessero sottratto anche un crocifisso in acciaio, oltre a vari oggetti in argento e una piccola somma di denaro.
Le decisioni del giudice
Per M.P., 34 anni, inizialmente identificato come residente a Cavaglià ma successivamente risultato senza fissa dimora, il pubblico ministero Dario Bernardeschi aveva richiesto gli arresti domiciliari o, in alternativa, la custodia cautelare in carcere, sottolineando che l’uomo fosse già soggetto a sorveglianza speciale. Tuttavia, il giudice ha accolto la richiesta della difesa, rappresentata dall’avvocato Federico Fantoni, e ha stabilito l’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria. Stessa misura è stata disposta anche per H.E. L.R.M., 33 anni, difeso dall’avvocato Pietro Barrasso, nonostante la Procura avesse richiesto la custodia cautelare. Per E.T., 53 anni, assistito dall’avvocato Eugenio Boggio Marzet, è stato imposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria due volte alla settimana.
L’accusa
I tre sono accusati di furto aggravato in abitazione, secondo la ricostruzione della richiesta di convalida dell’arresto. In particolare, M.P. sarebbe entrato nell’abitazione del Barazzetto dopo aver infranto un vetro e si sarebbe impossessato di alcuni oggetti, mentre H.E. L.R.M. avrebbe svolto il ruolo di “palo”, vigilando sull’eventuale arrivo del proprietario o delle forze dell’ordine. E.T. avrebbe invece fornito l’autovettura utilizzata per raggiungere il luogo del furto e per la fuga. I tre sono stati arrestati dai Carabinieri poco dopo l’accaduto, in quasi flagranza di reato.
La refurtiva restituita al proprietario
Durante la perquisizione, gli agenti hanno recuperato gli oggetti rubati, insieme ad alcuni attrezzi ritenuti utilizzati per lo scasso. La refurtiva, composta da un aspersorio in argento, due medagliette in argento, un crocifisso in acciaio e due aspersori in ottone, oltre a quasi 30 euro in contante, è stata restituita al legittimo proprietario, un biellese di 85 anni.