Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Biella ha deciso di scarcerare i tre giovani tunisini arrestati martedì sera dalla Polizia, coinvolti in un tentativo di rapina avvenuto in piazza Casalegno. Il Gip Adriano Bollani non ha convalidato l’arresto per tentata rapina, ma ha disposto misure cautelari per due di loro.
L’aggressione in piazza Casalegno
Secondo le indagini condotte dalla Squadra Mobile e dalla Squadra Volante della Questura, il gruppo avrebbe cercato di impossessarsi dello zaino di un uomo biellese seduto in piazza Casalegno. Non riuscendo a portare via la borsa, i tre avrebbero colpito la vittima con un pugno al volto e tentato di intimidirla, cercando di investirla con una bicicletta nel tentativo di fuga. Dopo l’aggressione, i ragazzi si sarebbero diretti verso i giardini Zumaglini, dove sono stati individuati dagli agenti grazie alla descrizione fornita al numero di emergenza 112 dal servizio di vigilanza del centro commerciale “I Giardini”.
La fuga in bici elettrica e i due poliziotti feriti
Quando i poliziotti si sono avvicinati per il controllo, uno dei tre è fuggito su una bici elettrica, dando inizio a un inseguimento per le vie del centro. Secondo quanto riferito dalla Questura, il giovane ha cercato di seminare le pattuglie con manovre pericolose nel traffico prima di essere raggiunto e bloccato. Durante il fermo, il ragazzo ha reagito violentemente, causando ferite a due poliziotti, che hanno riportato una prognosi di dieci giorni ciascuno.
Obbligo di firma per due giovani
Il gip ha convalidato l’arresto di uno dei tre, assistito dall’avvocato Marco Cavicchioli, per i reati di resistenza e lesioni nei confronti degli agenti, imponendogli l’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria. La stessa misura è stata applicata anche al giovane già arrestato dalla Squadra Mobile la scorsa settimana per detenzione di hashish ai fini di spaccio e resistenza a pubblico ufficiale. Sabato scorso, il giovane, difeso dall’avvocato Marco Romanello, aveva patteggiato un anno di reclusione, con pena sospesa, davanti al tribunale di Biella. Per il terzo fermato, assistito da Marco Cavicchioli, il giudice ha invece respinto la richiesta di misura cautelare, ordinandone la liberazione.