Indagine "Free svapo"

Due imprenditori biellesi condannati per evasione fiscale da milioni

La Guardia di Finanza ha scoperto flussi di denaro sospetti tra Biella e l'estero, utilizzando 22 carte prepagate.

Due imprenditori biellesi condannati per evasione fiscale da milioni

A partire da un flusso di denaro poco chiaro, la Guardia di Finanza di Biella ha avviato indagini su due imprenditori, F.B. e G.B., rispettivamente di 51 e 74 anni, rivenditori di sigarette elettroniche. Le carte prepagate intestate a nomi diversi, ma utilizzate dalle stesse persone, hanno rivelato un sistema che ha consentito, almeno inizialmente, di evadere oltre 4 milioni di euro di tasse.

Origine dell’indagine

Nel 2023, la Guardia di Finanza ha notato movimenti finanziari anomali, dando il via all’operazione “Free Svapo”. Sono state rinvenute 22 carte prepagate, utilizzate per camuffare i flussi di denaro, insieme a piattaforme digitali come PayPal che limitavano la documentazione tradizionale. L’indagine ha anche coinvolto due società con sede in Spagna, ritenute operative in Italia, che beneficiavano di un regime fiscale più vantaggioso solo sulla carta.

Strategia per eludere il fisco

Gli investigatori hanno delineato un meccanismo complesso, fondato su più livelli: strumenti di pagamento intestati a diverse persone, transazioni digitali e una contabilità non veritiera. Questo sistema ha portato a dichiarare ricavi inferiori a quelli reali e a versare meno IVA, con importi significativi negli anni sotto indagine. La situazione è stata poi presentata in tribunale per un esame approfondito.

Sentenza del tribunale

Il giudice ha accertato la responsabilità degli imputati per evasione IVA dal 2016 al 2020, escludendo però alcune contestazioni, con conseguenti assoluzioni e prescrizioni per i fatti più risalenti. Le pene inflitte sono state diverse: F.B. ha ricevuto 2 anni e 6 mesi, convertiti in lavoro di pubblica utilità per circa 1.800 ore, mentre G.B. ha ottenuto 1 anno, 6 mesi e 20 giorni, con pena sospesa. Le motivazioni della sentenza saranno rese note entro 60 giorni, periodo dopo il quale i legali potrebbero decidere di presentare appello.