L’ultimo appello di Claudio Ravetto: «Fisi, cambia!». Domenica, a Milano, si voterà per l’elezione del nuovo consiglio federale della FISI Federazione Italiana Sport Invernali.

L’ultimo appello di Ravetto: «Fisi, cambia!»

Lunedì scorso il presidente in carica Flavio Roda, quasi al termine del tour elettorale che l’ha portato in giro per tutta l’Italia, ha raccolto l’appoggio anche dell’Asiva, Associazione Sport Invernali Valle d’Aosta e sembra il favorito per riconfermare l’incarico anche se, a votare non saranno i comitati regionali (ma gli sci club, gli allenatori e gli atleti). In più, essendo già in forza da due mandati, per vincere al terzo Roda dovrà ottenere il 55% dei consensi al primo turno, mentre per andare al ballottaggio (in caso di più di due candidati) non gli basterà la maggioranza relativa, ma dovrà ricevere quella assoluta del 50% + 1 dei voti.

Battaglia impari, ma il programma c’è

In una battaglia, decisamente impari per i mezzi a disposizione, l’altro candidato presidente, il biellese Claudio Ravetto, si è difeso e soprattutto ha attaccato con la forza delle idee e della sua riconosciuta competenza, utilizzando Facebook, il canale di comunicazione scelto per esporre i suoi programmi ed interagire con gli appassionati, raccogliendo notevoli consensi e attestati di stima.

Ravetto, il social network sarà stato sufficiente per raggiungere gli elettori?
«Alla fine a me non cambia molto e se non vengo eletto certo non mi strappo i capelli. Non so come andrà a finire, sono alla prima esperienza, però tutto mi sembra molto strano – spiega l’ex Dt della Nazionale di Sci Alpino che ha un bottino da tecnico di 111 podi in Coppa del Mondo, 3 medaglie olimpiche e 12 Mondiali -. Il presidente in carica è ovunque e parla con chiunque accompagnato dai presidenti zonali uniti e compatti che si sono stretti a “coorte”, gli stessi presidenti che dovrebbero essere i più indignati per come è stato trattato il settore giovanile e il territorio in questi anni e i primi a preoccuparsi della situazione drammatica in cui siamo. Invece… Sarò ingenuo ma qualcosa non mi torna».

Che esperienza è stata questa “campagna elettorale”?
«Posso dire di essere rimasto piacevolmente sorpreso dal grande riscontro positivo ricevuto dalla gente. In tantissimi mi hanno scritto e telefonato, veramente non me lo aspettavo tanto consenso e partecipazione. Tra l’altro in molti mi hanno chiesto se tornavo a fare l’allenatore, a cui ho risposto che tornerei anche domani ma ovviamente non con Roda presidente. Dall’altra parte in negativo è stato constatare, tra chi dovrebbe, la poca voglia di cambiare e la mancanza del desiderio di innovare. I circuiti giovanili sempre uguali da 40 anni, il vetusto sistema dei comitati, che ha dato un contributo fondamentale, ma ora deve essere modificato, ecc. C’è bisogno di nuove impostazioni in tutto l’apparato, anche perché tutti i soldi che circolavano una volta ed aiutavano a far quadrare le cose non ci sono più e non ci saranno più».

Ha presentato un programma dettagliato che parte da quattro principi base: Sport al centro del progetto federale, meritocrazia, FISI come società di servizi funzionale ai tesserati e struttura federale osmotica e non gerarchica. Ci sono dei punti in comune con i suoi avversari?
«I programmi non si possono confrontare perché sono l’unico che l’ha presentato in forma scritta. Con gli altri due candidati alla presidenza Franco Vismara (impiantista di Chiesa Valmalenco ndr) e Maurizio Paniz (ex parlamentare di centrodestra ndr) mi sono incontrato e ci siamo parlati trovandoci d’accordo su diversi punti. Solo Roda non si è confronto con nessuno di noi».

L’ex vicepresidente Alberto Beretta martedì ha rilasciato una dichiarazione dove tra le altre cose dice: «Ravetto è il meno indicato per parlare di giovani». Cosa gli risponde?
«Gli manderò il mio curriculum! Quasi tutta la mia carriera è stata dedicata ad allenare i settori giovanili, in oltre vent’anni credo di avere accumulato un po’ di esperienza… Sono dichiarazioni che mi fanno ridere e riflettere. Se a cinque giorni dalle elezioni arrivano ad usare questi mezzi e perché si vede che non sono così sicuri».

Si voterà domenica negli studi di Infront il cui direttore, Mauro Mottini, è tra i candidati nel ruolo di consigliere. Che ne pensa?
«E’ una situazione abbastanza anomala perchè Mottini è director sales & marketing di Infront Italy e l’attuale presidente ha avuto mandato dal Consiglio Federale FISI del 22/12/2017 (come da nota sul sito ndr) di trattare per il rinnovo del contratto con Infront come marketing advisor per i prossimi quattro anni. Tutto regolare certo, forse quanto meno inopportuno».

Domenica a parlare saranno le urne, da segnalare che per il ruolo di consigliere c’è tra i candidati anche il nome del biellese Alberto Laurora, organizzatore di eventi e maestro di sci.
Roberto Lanza