Nel 2017 in Piemonte la spesa destinata all’acquisto dei beni durevoli è cresciuta del +4,1%,  più di quanto abbia fatto in ogni altra regione italiana. Il comparto delle auto nuove ha svolto la sua funzione di traino più che altrove, realizzando un +5,3%, il valore più elevato tra tutte le regioni. Incrementi anche nel settore dell’usato (+5,7%) e dei motoveicoli (+6,4%). Lo stimolo maggiore alla crescita della spesa tra i beni legati alla casa proviene dagli elettrodomestici, che hanno presentato il più elevato incremento sul panorama italiano (+3,7%) e dai mobili, caratterizzati da un aumento del 2,5% (a fronte di un +1,8% in tutta Italia). A livello provinciale Biella, con 23.343 euro per abitante, si conferma, come nel 2016, la provincia piemontese a reddito più elevato: con i suoi 23.343 euro per abitante si colloca all’8° posto tra le 103 province italiane, l’unica sopra la media del Nord ovest (22.363 euro). Segue Torino con 22.164 euro, Vercelli con 21.541 euro, Cuneo con 20.995 euro, Alessandria con 20.708, Asti con 19.236 euro, Novara con 18.790 euro e per finire Verbano-Cusio-Ossola con 17.805 euro.
Tra le altre, Torino registra la crescita più alta per i beni durevoli (+5,0%) seguita da Cuneo (+4,3%). Biella, con 3.055 euro per famiglia si colloca al terzo posto tra tutte le province italiane dopo Prato e Modena. Novara e il Vco stanno sempre nella media dei comsumi nei vai settori.
Questi sono i principali risultati della ventiquattresima edizione dell’Osservatorio di Findomestic Banca sul consumo di beni durevoli in Piemonte, presentato stamane a Torino. Nel 2017 la spesa complessiva per l’acquisto di beni durevoli in Piemonte si è attestata a 5.474 milioni di euro, avanzando di +4,1% sul 2016, più di quanto abbia fatto in ogni altra regione italiana (+2,0% la media nazionale).
Complessivamente in Piemonte il reddito disponibile per abitante nel 2017 è cresciuto in linea con il resto del Paese, con un +2,4%, salendo a quota 21.300 euro pro capite, dato che consente alla regione di occupare la 5° posizione sulle 20 regioni italiane.
Roberto Azzoni

Nel 2017 in Piemonte la spesa destinata all’acquisto dei beni durevoli è cresciuta del +4,1%,  più di quanto abbia fatto in ogni altra regione italiana. Il comparto delle auto nuove ha svolto la sua funzione di traino più che altrove, realizzando un +5,3%, il valore più elevato tra tutte le regioni. Incrementi anche nel settore dell’usato (+5,7%) e dei motoveicoli (+6,4%). Lo stimolo maggiore alla crescita della spesa tra i beni legati alla casa proviene dagli elettrodomestici, che hanno presentato il più elevato incremento sul panorama italiano (+3,7%) e dai mobili, caratterizzati da un aumento del 2,5% (a fronte di un +1,8% in tutta Italia). A livello provinciale Biella, con 23.343 euro per abitante, si conferma, come nel 2016, la provincia piemontese a reddito più elevato: con i suoi 23.343 euro per abitante si colloca all’8° posto tra le 103 province italiane, l’unica sopra la media del Nord ovest (22.363 euro). Segue Torino con 22.164 euro, Vercelli con 21.541 euro, Cuneo con 20.995 euro, Alessandria con 20.708, Asti con 19.236 euro, Novara con 18.790 euro e per finire Verbano-Cusio-Ossola con 17.805 euro.
Tra le altre, Torino registra la crescita più alta per i beni durevoli (+5,0%) seguita da Cuneo (+4,3%). Biella, con 3.055 euro per famiglia si colloca al terzo posto tra tutte le province italiane dopo Prato e Modena. Novara e il Vco stanno sempre nella media dei comsumi nei vai settori.
Questi sono i principali risultati della ventiquattresima edizione dell’Osservatorio di Findomestic Banca sul consumo di beni durevoli in Piemonte, presentato stamane a Torino. Nel 2017 la spesa complessiva per l’acquisto di beni durevoli in Piemonte si è attestata a 5.474 milioni di euro, avanzando di +4,1% sul 2016, più di quanto abbia fatto in ogni altra regione italiana (+2,0% la media nazionale).
Complessivamente in Piemonte il reddito disponibile per abitante nel 2017 è cresciuto in linea con il resto del Paese, con un +2,4%, salendo a quota 21.300 euro pro capite, dato che consente alla regione di occupare la 5° posizione sulle 20 regioni italiane.
Roberto Azzoni