L’export di meccanotessile italiano cresce a fine anno

L’export meccanotessile sale del +16%

L’indice degli ordini per le macchine tessili elaborato da Acimit, l’associazione dei costruttori italiani di macchine tessili, nel periodo ottobre-dicembre 2017 è aumentato del 29% rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente. In particolare, l’export meccanotessile italiano ha dato ottima prova. Il valore dell’indice si è attestato a 120,9 punti (base 100 nel 2010). La crescita ha interessato sia i mercati esteri, dove l’indice ha fatto segnare un valore assoluto di 128 punti (+23%) sia l’Italia. In questo caso l’incremento rispetto al periodo ottobre-dicembre 2016 è stato del 72% ed il valore assoluto dell’indice pari a 94,5 punti. L’indice appare trascinato dall’aumento dell’export meccanotessile.

L’export meccanotessile si conferma basilare

Su base annua l’indice ha registrato un incremento medio, rispetto al 2016, del 18%. Sono cresciuti in modo deciso gli ordinativi interni, saliti del 36%, a conferma della validità delle misure governative per sostenere gli investimenti delle aziende manifatturiere italiane. Anche i mercati esteri, su cui l’export meccanotessile gioca un ruolo essenziale, hanno registrato un deciso aumento degli ordini raccolti nel corso dell’intero anno (+16%). Il presidente di Acimit Alessandro Zucchi sottolinea la valenza che questi provvedimenti hanno avuto sull’export meccanotessile. Egli commenta così i risultati: “La raccolta ordini nel 2017 conferma il buono stato di salute del nostro settore, la cui attività produttiva mostra un trend di crescita avviato nel 2015”. L’export italiano, in base ai dati aggiornati ai primi nove mesi del 2017, mostra un incremento del 10% rispetto al periodo gennaio-settembre 2016 con buone performances da parte delle imprese italiane del settore in tutti i principali mercati.

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Industria 4.0 traina l’export meccanotessile

In Italia, sono stati i provvedimenti previsti nel Piano Nazionale Industria 4.0, quali super- e iperammortamento, a lanciare una corsa agli acquisti di macchinari evoluti e a spingere anche la corsa dell’export meccanotessile “La filiera tessile – afferma Zucchi –  è oggi più che mai obbligata a guardare con attenzione alle applicazioni offerte da Industria 4.0. La domanda del settore è in continua evoluzione, il concetto di time to market viene estremizzato e i processi produttivi richiesti devono essere altrettanto veloci e interconnessi per soddisfare la richiesta del consumatore finale. Tuttavia era difficile immaginare un effetto leva così significativo da parte degli incentivi 4.0”. La proroga degli strumenti messi a disposizione dal Governo, come previsto nella Legge di Bilancio 2018, non può che soddisfare anche i fornitori di tecnologia tessile”.