I dazi Usa non sono visti con preocupazione dal mondo tessile.

La politica neoprotezionistica di Trump non spaventa i tessile italiano. Intanto, la Ue è stata, per ora, esentata dai dazi Usa su acciaio e alluminio. Essi avrebbero dovuto entrare in vigore il 23 marzo. Si tratta di una buona notizia.  La guerra commerciale è, infatti, soprattutto verso la Cina. In prospettiva, è giusto interrogarsi sull’export di tessile italiano verso gli Usa. In particolare,  è lecito chiedersi se vi sia un ragionevole timore di un inasprimento dei dazi Usa sul tessile.  I flussi di esportazioni di tessile italiano verso gli Stati Uniti subito una contrazione in valore pari a -0,5% per il tessile e -2,7% per l’abbigliamento moda (dati Smi) nel 2017.

Sui dazi Usa allerta ma non allarme

Sui dazi Usa sul tessile, tra gli operatori del settore, esiste allerta, ma non allarme. «Attualmente i nostri prodotti sono tradizionalmente soggetti a dazi all’ingresso negli Usa pari ad una media di circa 12%, con picchi maggiori su alcune tipologie specifiche – dice il presidente di Smi, Marino Vago -. L’export italiano in Usa ha chiuso il 2017 a quota due miliardi di euro. Peraltro anche i prodotti americani subiscono un’imposizione di analogo valore all’ingresso in Ue. E’ fondamentale, nei prossimi mesi, evitare un’escalation protezionistica che potrebbe dare origine a ritorsioni su entrambi i fronti, coinvolgendo altri settori produttivi».

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«Evitare guerre commerciali sui dazi Usa»

Sulla stessa linea d’onda, anche Carlo Piacenza, presidente Uib. «Sui dazi Usa non bisogna indulgere all’allarmismo. Giusto, però, monitorae la situazione. Sono, piuttosto, preoccupato da un’Ue che, sulla tutela del suo manifatturiero, non riesce a trovare una politica coesa e efficace. Al centro deve stare il concetto di reciprocità. Con realismo, dico che la eventuale strada di guerre commerciali sui dazi Usa sarebbe assolutamente sbagliata, ma soluzioni urgenti per difendere chi produce e esporta devono essere trovate».

Giovanni Orso