Matteo Renzi è arrivato intorno alle 19 a Biella ed ha lasciato intorno alle 20 Città Studi – alla fine di interminabili discussioni interne al partito è stata questa la meta della visita del segretario ed ex premier – dopo aver incontrato un centinaio di fedelissimi del Partito democratico, aver scambiato sorrisi e strette di mano, risposto alle domande ed aver firmato qualche suo libro sul viaggio nell’Italia che non vuole cedere. Il viaggio in treno lungo l’Italia a Biella è stato interrotto dall’assenza di un treno degno di questo nome e lui è arrivato in parte in pullman e poi in auto accompagnato dal sottosegretario Maria Elena Bosco che gli ha fatto da spalla. Nella saletta accanto all’auditorium di Città Studi si è seduto in prima fila ascoltando il sindaco Cavicchioli, il preside Molinari, il presidente della Provincia Ramella Pralungo e il neo segretario Pd Boerio che gli hanno illustrato    l’innovativo progetto di scuola 4.0 che si realizzerà riqualificando l’ex Atap in viale Macallè, progetto per sostenere il quale il sistema formativo e amministrativo biellese ha vinto un bando dell’allora governo Renzi per 11 milioni di euro, di cui 500mila euro della Provincia. “Dalla patata coltivata a terra alla patata servita a tavola”, ha spiegato Ramella Pralungo. Questa è stata la filosofia vincente di un progetto formativo che prevede laboratori altamente tecnologici, l’impiego di robot e quant’altro per un istituto, anch’esso innovativo, che tiene insieme Agrario e Alberghiero con circa 1200 studenti.  Il tema del dibattito è stato proprio questo: giovani e futuro e nuova formazione con qualche dubbio circa i tempi di realizzazione condizionati da una burocrazia ed adempimenti che – anche secondo Renzi – andrebbero rivisti. L’ex premier ha comunque battuto le mani al progetto indicando Biella “come capitale dell’innovazione che ha saputo come Prato rimboccarsi le maniche e risollevare il manifatturiero tessile”, mentre Maria Elena Boschi ha parlato della forza con cui i governi Pd hanno fatto propria la sfida della nuova scuola finanziandola con oltre 10 miliardi di euro. Solo due battute sull’attualità di Renzi: “Qui voglio solo ascoltare, in questo tour per l’Italia c’è da capire quali dovranno essere i fondamentali di un programma da scrivere per i governi di domani. Certo, non è possibile però stare in silenzio di fronte al blitz dell’ultradestra in un centro che aiuta i profughi. E noi non lo staremo e ci stupiamo che altri non sentano il bisogno di condannare fatti come questi…”.  Applausi, il regalo del libro vincente del Premio Biella Letteratura 2017 di Bugaro, “Effetto domino”,  e via verso il Cottolengo di Torino dove in serata è prevista un’altra tappa del viaggio per l’Italia.
R.A.

Matteo Renzi è arrivato intorno alle 19 a Biella ed ha lasciato intorno alle 20 Città Studi – alla fine di interminabili discussioni interne al partito è stata questa la meta della visita del segretario ed ex premier – dopo aver incontrato un centinaio di fedelissimi del Partito democratico, aver scambiato sorrisi e strette di mano, risposto alle domande ed aver firmato qualche suo libro sul viaggio nell’Italia che non vuole cedere. Il viaggio in treno lungo l’Italia a Biella è stato interrotto dall’assenza di un treno degno di questo nome e lui è arrivato in parte in pullman e poi in auto accompagnato dal sottosegretario Maria Elena Bosco che gli ha fatto da spalla. Nella saletta accanto all’auditorium di Città Studi si è seduto in prima fila ascoltando il sindaco Cavicchioli, il preside Molinari, il presidente della Provincia Ramella Pralungo e il neo segretario Pd Boerio che gli hanno illustrato    l’innovativo progetto di scuola 4.0 che si realizzerà riqualificando l’ex Atap in viale Macallè, progetto per sostenere il quale il sistema formativo e amministrativo biellese ha vinto un bando dell’allora governo Renzi per 11 milioni di euro, di cui 500mila euro della Provincia. “Dalla patata coltivata a terra alla patata servita a tavola”, ha spiegato Ramella Pralungo. Questa è stata la filosofia vincente di un progetto formativo che prevede laboratori altamente tecnologici, l’impiego di robot e quant’altro per un istituto, anch’esso innovativo, che tiene insieme Agrario e Alberghiero con circa 1200 studenti.  Il tema del dibattito è stato proprio questo: giovani e futuro e nuova formazione con qualche dubbio circa i tempi di realizzazione condizionati da una burocrazia ed adempimenti che – anche secondo Renzi – andrebbero rivisti. L’ex premier ha comunque battuto le mani al progetto indicando Biella “come capitale dell’innovazione che ha saputo come Prato rimboccarsi le maniche e risollevare il manifatturiero tessile”, mentre Maria Elena Boschi ha parlato della forza con cui i governi Pd hanno fatto propria la sfida della nuova scuola finanziandola con oltre 10 miliardi di euro. Solo due battute sull’attualità di Renzi: “Qui voglio solo ascoltare, in questo tour per l’Italia c’è da capire quali dovranno essere i fondamentali di un programma da scrivere per i governi di domani. Certo, non è possibile però stare in silenzio di fronte al blitz dell’ultradestra in un centro che aiuta i profughi. E noi non lo staremo e ci stupiamo che altri non sentano il bisogno di condannare fatti come questi…”.  Applausi, il regalo del libro vincente del Premio Biella Letteratura 2017 di Bugaro, “Effetto domino”,  e via verso il Cottolengo di Torino dove in serata è prevista un’altra tappa del viaggio per l’Italia.
R.A.