E’ una vecchia conoscenza delle forze dell’ordine con alle spalle un curriculum giudiziario di tutto rispetto, il truffatore in doppio petto, Fabrizio F., 50 anni, della provincia di Vercelli, che nei giorni scorsi è riuscito a raggirare un gioielliere di Biella pagando un orologio del valore di cinquemila euro con un assegno collegato a un conto ormai chiuso da tempo. Il truffatore ha avuto modo di provare le proprie capacità affinate nel corso degli anni, che lo hanno portato a raggiungere lo scopo di raggirare il gioielliere. Si è intanto presentato in almeno un paio di occasioni sempre vestito in modo elegante, dotato di una parlantina ricercata e un modo di fare raffinato che devono aver poco alla volta convinto il commerciante in merito alla credibilità e all’eventuale solvibilità del cliente. Il truffatore ha alla fine scelto l’orologio di marca e di gran valore. Ha quindi estratto il libretto degli assegni senza suscitare nessun dubbio nel gioielliere che ha impacchettato l’orologio e incassato l’assegno. I commerciante si è poi reso conto nei giorni successivi che, in realtà, quell’assegno altro non era che un foglio di carta straccia legato a un conto ormai estinto da tempo.

E’ una vecchia conoscenza delle forze dell’ordine con alle spalle un curriculum giudiziario di tutto rispetto, il truffatore in doppio petto, Fabrizio F., 50 anni, della provincia di Vercelli, che nei giorni scorsi è riuscito a raggirare un gioielliere di Biella pagando un orologio del valore di cinquemila euro con un assegno collegato a un conto ormai chiuso da tempo. Il truffatore ha avuto modo di provare le proprie capacità affinate nel corso degli anni, che lo hanno portato a raggiungere lo scopo di raggirare il gioielliere. Si è intanto presentato in almeno un paio di occasioni sempre vestito in modo elegante, dotato di una parlantina ricercata e un modo di fare raffinato che devono aver poco alla volta convinto il commerciante in merito alla credibilità e all’eventuale solvibilità del cliente. Il truffatore ha alla fine scelto l’orologio di marca e di gran valore. Ha quindi estratto il libretto degli assegni senza suscitare nessun dubbio nel gioielliere che ha impacchettato l’orologio e incassato l’assegno. I commerciante si è poi reso conto nei giorni successivi che, in realtà, quell’assegno altro non era che un foglio di carta straccia legato a un conto ormai estinto da tempo.