BIELLA – E’ sempre lui, la descrizione corrisponde. Il truffatore delle bottiglie di vino che si fa pagare fior di quattrini per scatole vuote oppure bottiglie di acqua sporca o vino scadente, è un uomo sulla cinquantina o poco più, capelli scuri brizzolati, alto, di corporatura robusta e con l’accento piemontese. Non è una brava persona come potrebbe apparire, si tratta in realtà di un truffatore navigato, con capacità affinate dall’esperienza. Dopo il raggiro da duecento euro dei giorni scorsi a Mongrando ai danni di una pensionata di 81 anni a cui ha fatto credere di dover consegnare due scatole di bottiglie di vino al figlio, il truffatore è tornato in azione ed è riuscito a spillare altri soldi a un pensionato di 80 anni  che abita in strada dei Campi a Biella. La scena è sempre la stessa, il modus operandi è identico a quello di decine di altri casi. Ogni volta è sempre meglio.
L’altro giorno lo sconosciuto ha suonato il campanello di casa del pensionato e con il solito modo di fare suadente, ha convinto l’uomo che il figlio aveva ordinato due scatole di bottiglie di vino a suo dire pregiato. «A soli 200 euro», ha aggiunto lo sconosciuto. Vedendo l’espressione del padrone di casa dubbiosa, il finto commerciante di vino a domicilio se n’è inventata un’altra: «Va bene, perché lei mi è simpatico le faccio uno sconto: tutte queste bottiglie per 170 euro. Poi riferisca a suo figlio…». L’ottantenne ha messo mano al portafogli e ha consegnato quanto richiesto allo sconosciuto che si è persino mostrato gentile portando le due scatole con le bottiglie oltre la soglia di casa.
Il raggiro è stato scoperto non molto tempo dopo. Le scatole sono state aperte. Entrambe contenevano delle bottiglie vuote oppure di vino annacquato e ovviamente di scarso valore, ben distante dalla qualità da “nettare degli dei” che, stando al truffatore, il figlio del pensionato aveva ordinato.
Delle indagini se ne stanno ora occupando i carabinieri.
V.Ca.

BIELLA – E’ sempre lui, la descrizione corrisponde. Il truffatore delle bottiglie di vino che si fa pagare fior di quattrini per scatole vuote oppure bottiglie di acqua sporca o vino scadente, è un uomo sulla cinquantina o poco più, capelli scuri brizzolati, alto, di corporatura robusta e con l’accento piemontese. Non è una brava persona come potrebbe apparire, si tratta in realtà di un truffatore navigato, con capacità affinate dall’esperienza. Dopo il raggiro da duecento euro dei giorni scorsi a Mongrando ai danni di una pensionata di 81 anni a cui ha fatto credere di dover consegnare due scatole di bottiglie di vino al figlio, il truffatore è tornato in azione ed è riuscito a spillare altri soldi a un pensionato di 80 anni  che abita in strada dei Campi a Biella. La scena è sempre la stessa, il modus operandi è identico a quello di decine di altri casi. Ogni volta è sempre meglio.
L’altro giorno lo sconosciuto ha suonato il campanello di casa del pensionato e con il solito modo di fare suadente, ha convinto l’uomo che il figlio aveva ordinato due scatole di bottiglie di vino a suo dire pregiato. «A soli 200 euro», ha aggiunto lo sconosciuto. Vedendo l’espressione del padrone di casa dubbiosa, il finto commerciante di vino a domicilio se n’è inventata un’altra: «Va bene, perché lei mi è simpatico le faccio uno sconto: tutte queste bottiglie per 170 euro. Poi riferisca a suo figlio…». L’ottantenne ha messo mano al portafogli e ha consegnato quanto richiesto allo sconosciuto che si è persino mostrato gentile portando le due scatole con le bottiglie oltre la soglia di casa.
Il raggiro è stato scoperto non molto tempo dopo. Le scatole sono state aperte. Entrambe contenevano delle bottiglie vuote oppure di vino annacquato e ovviamente di scarso valore, ben distante dalla qualità da “nettare degli dei” che, stando al truffatore, il figlio del pensionato aveva ordinato.
Delle indagini se ne stanno ora occupando i carabinieri.
V.Ca.