Si acquistano su internet oppure, se si hanno le conoscenze giuste, addirittura per strada, soprattutto nelle grandi città come Torino o Milano. Procurarsi dei soldi fasulli anche di ottima fattura, oggi, non è difficile. Le “occasioni” si trovano sul “Deep web”, quella porzione di internet dove l’anonimato è pressoché garantito e in cui le transazioni illecite hanno trovato stabile dimora. Di norma, con un centinaio di euro veri, se ne acquistano circa 400 fasulli. Addirittura, nei siti delle rete nascosta, c’è chi elenca con foto e scritte dettagliate, le caratteristiche delle banconote da lui fabbricate. Alcune sono praticamente perfette. Gli autori sono per lo più ex tipografi o in taluni casi ancora in attività. Il costo aumenta in base alla qualità della stampa e alla possibilità che i falsi riescano a superare i test di autenticità condotti con macchine ad ultravioletti e con penna tracciante. Non tutti i falsari garantiscono che le banconote siano in grado di farlo.

I carabinieri del Nucleo operativo di Cossato, sono ormai con il fiato sul collo di una gang di spacciatori di banconote fasulle che ha colpito nel Biellese e, stando alle indagini, persino in altre province come Vercelli e Alessandria dove sono giunte segnalazioni di casi analoghi a quelli biellesi sia come modus operandi sia come descrizione degli spacciatori che sarebbero per lo più nordafricani. I carabinieri di Cossato sono partiti dalla targa di un’auto e da due volti immortalati da una telecamera piazzata poco fuori da uno dei bar dov’erano state consegnate le banconote fasulle. E hanno identificato i primi componenti della banda del tarocco. Poi è toccato a un loro complice.  Tutti sono già stati indicati dai commercianti ai quali gli spacciatori avevano cercato di rifilare banconote false riuscendovi sono in un caso, a Cossato, dove il cliente col “tarocco” in mano si è approfittato della confusione per raggirare la titolare di un bar.
Valter Caneparo

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Si acquistano su internet oppure, se si hanno le conoscenze giuste, addirittura per strada, soprattutto nelle grandi città come Torino o Milano. Procurarsi dei soldi fasulli anche di ottima fattura, oggi, non è difficile. Le “occasioni” si trovano sul “Deep web”, quella porzione di internet dove l’anonimato è pressoché garantito e in cui le transazioni illecite hanno trovato stabile dimora. Di norma, con un centinaio di euro veri, se ne acquistano circa 400 fasulli. Addirittura, nei siti delle rete nascosta, c’è chi elenca con foto e scritte dettagliate, le caratteristiche delle banconote da lui fabbricate. Alcune sono praticamente perfette. Gli autori sono per lo più ex tipografi o in taluni casi ancora in attività. Il costo aumenta in base alla qualità della stampa e alla possibilità che i falsi riescano a superare i test di autenticità condotti con macchine ad ultravioletti e con penna tracciante. Non tutti i falsari garantiscono che le banconote siano in grado di farlo.

I carabinieri del Nucleo operativo di Cossato, sono ormai con il fiato sul collo di una gang di spacciatori di banconote fasulle che ha colpito nel Biellese e, stando alle indagini, persino in altre province come Vercelli e Alessandria dove sono giunte segnalazioni di casi analoghi a quelli biellesi sia come modus operandi sia come descrizione degli spacciatori che sarebbero per lo più nordafricani. I carabinieri di Cossato sono partiti dalla targa di un’auto e da due volti immortalati da una telecamera piazzata poco fuori da uno dei bar dov’erano state consegnate le banconote fasulle. E hanno identificato i primi componenti della banda del tarocco. Poi è toccato a un loro complice.  Tutti sono già stati indicati dai commercianti ai quali gli spacciatori avevano cercato di rifilare banconote false riuscendovi sono in un caso, a Cossato, dove il cliente col “tarocco” in mano si è approfittato della confusione per raggirare la titolare di un bar.
Valter Caneparo

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