Droga e alcol e poi si è messo alla guida. Aver bevuto troppo ed essersi rifiutato di soffiare nell’etilometro dei carabinieri, è costato una pesante condanna, in proporzione al reato contestato di guida in stato di ebbrezza, a Emanuele Grasso, 43 anni, di Cavaglià (difeso dall’avvocato Francesca Grosso). Il giudice Eleonora Saccone, ha inflitto all’imputato una pena di un anno di arresto più 4.000 euro di ammenda oltre al pagamento delle spese processuali e l’applicazione della sanzione accessoria amministrativa della sospensione della patente per due anni.

Droga e alcol: sintomi scoperti dai carabinieri

I fatti risalgono al 18 agosto di due anni fa. L’imputato era stato fermato a poca distanza dalla sua abitazione al volante di una Citroen C2. Secondo i carabinieri, «si trovava in stato di alterazione psico-fisica dovuta all’assunzione di sostanze alcoliche». I militari lo avrebbero capito da una serie di circostanze: «Alito vinoso, eloquio disorganizzato con frasi sconnesse, forte odore di alcol sulla persona». Sempre secondo i carabinieri, l’imputato avrebbe fatto uso anche di sostanze stupefacenti. Tale alterazione, sarebbe stata desumibile dall’aggressività e dalle frasi sconnesse. Per entrambi gli esami, l’imputato si era rifiutato di sottoporsi ai previsti test.