Chiesa ex ospedale, chiusura il 20 maggio. E’ questa la decisione del vescovo di Biella, Gabriele Mana. Decisione che sta facendo discutere i fedeli.

Chiesa ex ospedale, il vescovo la chiude

La chiesa dell’ex ospedale, intitolata a San Francesco, chiuderà i battenti il prossimo 20 maggio. A comunicarlo è stata la Diocesi di Biella, con un comunicato firmato dal vicario generale don Paolo Boffa Sandalina. Una decisione che ha creato non poche reazioni polemiche, soprattutto da parte dell’associazione “Amici della chiesa di San Francesco” che, attraverso un comunicato stampa, mostrano tutti i loro dubbi sull’operazione.

La posizione dell’associazione

«I fedeli della Chiesa di San Francesco d’Assisi sono stati molto colpiti dalla decisione della Diocesi di far chiudere i battenti ad un luogo di culto che per oltre 60 anni è stato ed è punto di riferimento di molti Biellesi – sottolineano -. Ci permettiamo, come associazione di laici cattolici, di intervenire per osservare come le motivazioni addotte a giustificazione di un fatto triste per il popolo di Dio che frequenta quel luogo di culto non possano individuarsi in ragioni di natura economica».

Il lascito a favore della chiesa

Per il mantenimento della chiesa di San Francesco, infatti, la contessa Ada Barberis in Fortina, figlia del conte Oreste, dispose ad inizio del 2013 un importante lascito, di circa 500mila euro, finalizzato proprio a questo scopo: mantenere aperta la chiesa, con un impegno economico volto a coprire le spese di manutenzione ordinaria e straoridnaria dello stabile. «Come associazione – aggiungono gli Amici della chiesa – ci è stato possibile visionare la bozza di accordo tra Diocesi e Asl. Ebbene, senza entrare nei dettagli tecnici, illustrati in una relazione tecnico giuridica depositata agli atti della curia, le opere richieste dall’Asl per l’adeguamento della Chiesa sono state già tutte eseguite a spese di questa associazione di laici. Che gestisce la chiesa da anni, tanto che la chiesa è in funzione proprio perché era stata perfettamente adeguata alle normative specifiche dopo la chiusura dell’ospedale».

«Non vi sono manutenzioni straordinarie da sostenere»

«Non vi sono, quindi, allo stato, opere di manutenzione straordinaria da sostenere, ma, ove anche vi fossero, esiste un legato di una cospicua somma di denaro, attribuito da una fedele defunta, destinato specificamente a questa chiesa di San Francesco d’Assisi per tutte le opere necessarie al suo mantenimento. Pertanto, sulla diocesi di Biella, non gravano e non graveranno spese, almeno per un lungo periodo di tempo, per il mantenimento del bene essendo questo di fatto mantenuto in via ordinaria dai fedeli, con le offerte e dall’associazione di laici che si è presa cura della stessa in questi anni».

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La decisione della Diocesi

La Diocesi, nel motivare la decisione che porterà alla chiusura della chiesa dell’ex ospedale, ha citato anche una lunga serie di celebrazioni all’interno di altri luoghi di culto. Auspicando che i fedeli possano frequentare altri luoghi di culto una volta chiusa la chiesa di San Francesco. Anche su questo punto, però, arrivano le puntualizzazioni da parte dell’associazione degli Amici della chiesa.

La replica dell’associazione

«Non appaino neppure di sostanza le osservazioni relative all’elevato numero di messe che si celebrano in città- si legge -, a stretto rigore maggiore è il numero di Eucaristie celebrate, maggiore è la gloria resa a Dio. Privare i fedeli della Chiesa di San Francesco d’Assisi in Biella appare, pertanto, un’azione priva di ragione, ciò detto vi è sempre la speranza che da qui al 20 maggio chi può si ravveda e non privi il popolo di Dio di un prezioso e amato luogo di culto».

Decine i fedeli alle celebrazioni

Insomma, una vicenda che farà discutere la comunità cattolica biellese. Alle celebrazioni nella chiesa di San Francesco, officiate per anni da don Roberto Lunardi, partecipavano decine e decine di persone, provenienti da tutto il Biellese. La chiesa era un punto di riferimento per molti fedeli, anche dopo il trasferimento dell’ospedale a Ponderano. La decisione della Diocesi, dopo l’ultima offerta dell’Asl di Biella di cedere in comodato lo stabile, a patto che le spese di manutenzione fossero a carico della Diocesi stessa, non è piaciuta a parecchi fedeli. Ora bisognerà capire cosa potrà accadere. Perché lo stabile, di proprietà della Regione, dopo il 20 maggio rimarrà un luogo di culto, seppur chiuso. Ma la chiesa di San Francesco potrebbe poi successivamente essere sconsacrata.
Enzo Panelli