Buoni pasto, scoppia la rivolta dei commercianti. In molti hanno deciso di non accettare più i “Qui Ticket” per i ritardi nei pagamenti e le commissioni elevate.

Buoni pasto, Confesercenti all’attacco

“Ci scusiamo con la clientela per il disagio arrecato ma non possiamo più accettare i buoni pasto Qui! Ticket”. Cartelli di questo tenore si trovano ormai in molti esercizi pubblici del territorio nazionale e anche nel Biellese continuano a verificarsi molteplici segnalazioni riguardo la mancata accettazione da parte degli esercizi commerciali dei buoni pasto della società “QUI! Group S.p.A.” La società genovese Qui! Group, che fornisce i buoni pasto sostitutivi delle mense aziendali a buona parte della pubblica amministrazione, da mesi non paga un euro agli esercenti. A denunciare le difficoltà è Confesercenti, per voce del suo presidente Angelo Sacco. Che ha raccolto le proteste dei commercianti biellesi, ormai stufi dei ritardi.

Ci rimettono anche i lavoratori

«Tale spiacevole situazione ha prodotto una duplice conseguenza – spiega ancora Sacco -: da un lato gli esercenti, trovandosi con cospicui arretratati da incassare (in alcuni casi qualche migliaio di euro) hanno deciso di non accettare più i buoni pasto Qui! Ticket, in alcuni casi interrompendo addirittura il rapporto contrattuale con la società. Dall’altro lato, con il diffondendosi di tale reazione, molti lavoratori possessori dei buoni pasto “incriminati” non sanno più che farsene».

Ma è solo la punta dell’iceberg

La vicenda dei buoni Qui! Ticket non è altro che la punta dell’ iceberg. «Il sistema – spiega Sacco – prevede logiche con le quali, a rimetterci sono soprattutto gli esercenti che si trovano in coda ad un processo che inizia con gli sconti concessi da Consip in fase di appalto alle società vincitrici che poi emettono i buoni pasto caricandovi tale “costo” sotto forma di commissione agli esercenti che li ricevono dagli utilizzatori. Le commissioni applicate agli esercenti non dovrebbero superare la percentuale di ribasso applicate sul valore nominale del buono in fase di gara di appalto. Purtroppo ciò non accade e spesso l’esercente si trova a dover stipulare contratti che prevedono commissioni sempre più alte (ormai attestate tra il 10% e 15%) e in alcuni casi maggiorate anche del 2% se si “pretendono” tempi di pagamento più celeri».

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Il malcontento degli operatori

Confesercenti del biellese, ha raccolto in questi mesi il malcontento degli operatori del territorio che lamentano in primis le problematiche relative al grave ritardo dei pagamenti “Qui! Ticket”. Alle quali vanno aggiunte le condizioni contrattuali sempre più sbilanciate e a senso unico che vengono proposte agli esercenti da parte delle società emettitrici dei buoni pasto. «Per tali motivi – conclude Sacco – siamo a disposizione della categoria per comporre e convocare un tavolo di discussione tra gli esercenti biellesi, associazioni di categoria, enti locali allo scopo di arrivare alla creazione di una sorta di rete di imprese che abbia la possibilità di discutere in maniera compatta le condizioni contrattuali di base e renderle inderogabili per gli esercenti del territorio biellese».