Asl Biella, utile record da 3,8 milioni. Lo annuncia il direttore generale Gianni Bonelli che ha chiuso proprio in questi giorni il bilancio 2017.

Asl Biella, «reinvestiamo sul territorio»

La notizia ufficiale della riconferma è arrivata nella giornata di martedì. Due giorni dopo il direttore generale dell’Asl di Biella, Gianni Bonelli, ha firmato il bilancio 2017 dell’Azienda che chiude con un utile record di 3,8 milioni di euro. Una notizia importante per il territorio, che vede un ospedale in continua crescita e che può contare anche su risultati economici di spicco. Perché l’Asl, quelle cifre, in attivo, non le aveva mai raggiunte. Ora che Bonelli è stato confermato per il prossimo triennio, si può parlare anche di sviluppo futuro. Di un’Asl che sta diventando sempre più centrale nelle politiche sanitarie regionali.

Direttore, un bilancio 2017 che chiude con un utile record nonostante i budget invariati rispetto allo scorso anno, quando invece si era raggiunto il pareggio. Cosa è cambiato?
«Abbiamo applicato politiche di contenimento della spesa, con una particolare attenzione all’ambito energetico. Ma questo non poteva bastare. L’implementazione della mobilità attiva, ossia dei pazienti provenienti da fuori provincia, sommato alla diminuzione della mobilità passiva, ossia di biellesi che non vanno più a curarsi fuori provincia ma scelgono l’ospedale di Biella, ha generato questo importante utile che all’Asl di Biella non si era mai riscontrato».

Ora cosa farete di questi soldi?
«Dopo la mia riconferma ho avanzato pubblicamente alla Regione Piemonte la richiesta di trattenere gli utili in Azienda e di utilizzarli per alcune operazioni di riqualificazione dei nostri stabili. Penso ad esempio al Poliambulatorio di Cossato che necessita di importanti investimenti in tema di riqualificazione. Ora attendiamo una risposta da parte della Regione, sperando sia positiva».

Quali sono gli obiettivi per il prossimo triennio?
Abbiamo firmato l’accettazione della carica nei giorni scorsi, e la Regione ci ha assegnato alcuni obiettivi comuni a tutte le Asl e le Aso. Dovremo innanzitutto adeguarci a queste linee guida».

E quali sono?
«Innanzitutto la riduzione dei tempi di attesa per le visite. Aspetto su cui stiamo già lavorando da tempo. Poi la modifica delle operazioni di presa in carico dei pazienti cronici, con un avvicinamento dei nostri operatori ai pazienti, in modo da garantire una continuità di cura anche in abitazione. Questo consentirà di ridurre ulteriormente i tempi di attesa anche in Pronto soccorso, altro obiettico che ci è stato assegnato dalla Regione Piemonte».

E a livello locale? Ci sono iniziative che non avete ancora concluso nel triennio precedente a cui darete priorità?
«Assolutamente sì. E penso ad esempio all’università e alle convenzioni che dovremo andare a stipulare. Abbiamo gettato delle basi importanti che ora dovranno essere messe nero su bianco con atti amministrativi. Riuscire a portare l’università a Biella vuol dire sviluppo, ricerca, didattica. Abbiamo un’ala dell’ospedale che era stata pensata proprio per la didattica. Se riusciremo a chiudere le convenzioni, dovremo poi provvedere a riammodernare quegli spazi. Senza assolutamente dimenticare l’importante ruolo che svolge Città Studi, che non abbiamo nessuna intenzione di abbandonare».

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Angelo Penna, direttore sanitario dell’Asl Bi è stato nominato direttore generale dell’Asl del Vco. Vi viene a mancare uno dei tre ruoli apicali dell’Asl. Ha già idea di chi potrà essere il suo sostituto?
«Mi sto guardando attorno. Le risorse interne di cui disponiamo le conosco già. Diciamo che entro la fine di questa settimana, al massimo l’inizio della prossima, farò una sintesi e deciderò, nominando il nuovo direttore sanitario. Nomina che è fiduciaria, quindi dipende direttamente da me. Diego Poggio rimarrà invece come direttore amministrativo. Voglio cogliere l’occasione per fare le mie congratulazioni ad Angelo Penna per la nuova nomina. Anche se mi lascia scoperto di un ruolo in cui ha fatto bene».

Avete altre nomine da effettuare nei prossimi mesi?
«Sì, dovremo provvedere alle nomine dei nuovi primari di oncologia e di medicina d’urgenza. Dopodiché il nostro organico sarà di nuovo al completo».

Altra partita importante è quella legata al futuro del vecchio ospedale. Come pensa di muoversi?
«La nostra idea è quella di riprendere i contatti per la ricerca di investitori, anche stranieri, per il vecchio progetto del polo del benessere. Che non va assolutamente a cozzare con l’altra idea, ossia quella del trasferimento degli uffici pubblici cittadini in quel polo. Andremo ancora a sondare il mercato. Perché l’area dell’ex ospedale diventa strategica per il futuro della città di Biella».

In questi primi suoi tre anni di mandato si è concentrato prevalentemente sullo sviluppo del polo ospedaliero. Forse penalizzando un po’ le politiche territoriali. Cosa pensa di fare nei prossimi tre anni?
«Abbiamo sviluppato le politiche ospedaliere che abbiamo intenzione di continuare a far crescere. La nostra idea, anche legata agli obiettivi regionali, è ora quella di concentrarci sul territorio. Innanzitutto entro la fine dell’anno andremo ad aprire tutte e sette le case della salute presenti sul territorio. Poi devo ricordare che abbiamo praticamente azzerato le liste d’attesa nelle Rsa per i casi più gravi. E questo è un ottimo risultato. Ora l’intenzione è quella di dare maggiore attenzione, come dicevo già in precedenza, sui pazienti cronici. Portare le cure in casa è fondamentale per la loro salute e per quel processo di umanizzazione delle cure che stiamo perseguendo ormai da tempo».

Già, un ospedale più umanizzato…
«Sì, con il miglioramento dell’accoglienza e della cura, come ci chiede anche la Regione Piemonte. Ci siamo già mossi, in questi tre anni, verso questa direzione. Ora vogliamo proseguire e migliorare ancora di più. I risultati che abbiamo raggiunto, fatemelo dire, sono stati possibili grazie all’impegno di tutti i nostri dipendenti. A cui va il mio plauso».