POLLONE – Non c’è pace per la Burcina. Appena rimessa a nuovo, dopo anni di abbandono, ecco che si vede arrivare una nuova tegola, proprio a ridosso della stagione della fioritura che dovrebbe trovarla nel massimo splendore. Tra poco infatti andrà in pensione uno dei tre addetti attualmente in forza al parco: e poiché, dei due dipendenti rimasti, uno svolge funzioni di guardiaparco, ad occuparsi della manutenzione resterebbe una sola persona. Impensabile, in queste condizioni, poter garantire non solo la cura del giardino, ma anche la sicurezza dei visitatori.

Per questo, da tempo i sostenitori “storici” del parco – da Guido Piacenza al sindaco di Pollone Vincenzo Ferraris, al consigliere regionale Vittorio Barazzotto – hanno iniziato a preoccuparsi e ad attivarsi per sensibilizzare gli interlocutori regionali, ottenendo rassicurazioni da parte del presidente Sergio Chiamparino e dell’assessore Alberto Valmaggia.

Così si predispone una richiesta, nella quale l’Ente richiede ufficialmente alla Regione la disponibilità di 2-3 operai specializzati da adibire alla manutenzione della Burcina. La bozza viene condivisa e approvata preventivamente dai sindaci di Biella e Pollone, nonché dal presidente della Provincia di Biella, in modo da mostrare la compattezza del territorio. Manca solo un ultimo passaggio formale – la delibera ufficiale dell’Ente di gestione, su cui apporre le firme ufficiali degli amministratori locali –  e poi, attuato anche questo passo, il via libera della Regione può considerarsi scontato.

E invece, a sorpresa, il consiglio di amministrazione dell’Ente, riunito mercoledì scorso, blocca la richiesta: qualche consigliere solleva obiezioni, gli animi si scaldano e non si decide nulla. Così, una soluzione che sembrava a portata di mano improvvisamente si allontana, affossata proprio dal ‘fuoco amico’ di chi ne sarebbe stato beneficiario.

Commenta con amarezza il sindaco di Pollone Vincenzo Ferraris: «Sono sconcertato: l’Ente di gestione ha davanti un grosso problema, noi ci diamo da fare per trovare una soluzione ma loro, invece di fare salti di gioia, la bocciano. Davvero non mi spiego: non vorrei che interessi politici o personali si scontrassero sulla pelle della Burcina, che è patrimonio di tutti».

Gli fa eco il vice-sindaco di Biella Diego Presa: «Evidentemente non si è compresa l’importanza e l’urgenza della questione: la Burcina rischia di ripiombare nel degrado, se non si assume nuovo personale. Per il Biellese questa è una priorità e ci aspettiamo che l’Ente ne tenga conto. Trovo strano che non ci sia stata coesione tra i rappresentanti del nostro territorio nel cda: spero che sia stato solo un malinteso e che tutto possa appianarsi».

Oggi gli amministratori dell’Ente torneranno a riunirsi: riuscirà il Biellese riuscirà a mostrarsi compatto almeno nella difesa del suo splendido parco?

Simona Perolo

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POLLONE – Non c’è pace per la Burcina. Appena rimessa a nuovo, dopo anni di abbandono, ecco che si vede arrivare una nuova tegola, proprio a ridosso della stagione della fioritura che dovrebbe trovarla nel massimo splendore. Tra poco infatti andrà in pensione uno dei tre addetti attualmente in forza al parco: e poiché, dei due dipendenti rimasti, uno svolge funzioni di guardiaparco, ad occuparsi della manutenzione resterebbe una sola persona. Impensabile, in queste condizioni, poter garantire non solo la cura del giardino, ma anche la sicurezza dei visitatori.

Per questo, da tempo i sostenitori “storici” del parco – da Guido Piacenza al sindaco di Pollone Vincenzo Ferraris, al consigliere regionale Vittorio Barazzotto – hanno iniziato a preoccuparsi e ad attivarsi per sensibilizzare gli interlocutori regionali, ottenendo rassicurazioni da parte del presidente Sergio Chiamparino e dell’assessore Alberto Valmaggia.

Così si predispone una richiesta, nella quale l’Ente richiede ufficialmente alla Regione la disponibilità di 2-3 operai specializzati da adibire alla manutenzione della Burcina. La bozza viene condivisa e approvata preventivamente dai sindaci di Biella e Pollone, nonché dal presidente della Provincia di Biella, in modo da mostrare la compattezza del territorio. Manca solo un ultimo passaggio formale – la delibera ufficiale dell’Ente di gestione, su cui apporre le firme ufficiali degli amministratori locali –  e poi, attuato anche questo passo, il via libera della Regione può considerarsi scontato.

E invece, a sorpresa, il consiglio di amministrazione dell’Ente, riunito mercoledì scorso, blocca la richiesta: qualche consigliere solleva obiezioni, gli animi si scaldano e non si decide nulla. Così, una soluzione che sembrava a portata di mano improvvisamente si allontana, affossata proprio dal ‘fuoco amico’ di chi ne sarebbe stato beneficiario.

Commenta con amarezza il sindaco di Pollone Vincenzo Ferraris: «Sono sconcertato: l’Ente di gestione ha davanti un grosso problema, noi ci diamo da fare per trovare una soluzione ma loro, invece di fare salti di gioia, la bocciano. Davvero non mi spiego: non vorrei che interessi politici o personali si scontrassero sulla pelle della Burcina, che è patrimonio di tutti».

Gli fa eco il vice-sindaco di Biella Diego Presa: «Evidentemente non si è compresa l’importanza e l’urgenza della questione: la Burcina rischia di ripiombare nel degrado, se non si assume nuovo personale. Per il Biellese questa è una priorità e ci aspettiamo che l’Ente ne tenga conto. Trovo strano che non ci sia stata coesione tra i rappresentanti del nostro territorio nel cda: spero che sia stato solo un malinteso e che tutto possa appianarsi».

Oggi gli amministratori dell’Ente torneranno a riunirsi: riuscirà il Biellese riuscirà a mostrarsi compatto almeno nella difesa del suo splendido parco?

Simona Perolo