Nove nel Vercellese e Valsesia, altrettanti nel Biellese: sono gli alberi che, per il loro particolare valore, unicità e storicità, sono dei veri e propri monumenti, e come tali sono stati inseriti dalla Regione in un apposito elenco, periodicamente aggiornato.

Gli alberi – spiega la Coldiretti interprovinciale – sono spesso i termometri dei cambiamenti climatici e quando valicano i secoli di vita ci aiutano ad avere informazioni utili sulla biodiversità. Gli alberi monumentali sono spesso custoditi in piccoli borghi rurali, ma si trovano anche nei grandi parchi urbani, nelle piazze o in castelli e siti storici. «Promuoverne la conoscenza e la cura è utile a garantirne la tutela, ma anche ad attrarre l’attenzione sul tema della difesa del suolo e del verde pubblico» commenta il presidente di Coldiretti Vercelli Biella Paolo Dellarole. La preservazione e la cura del verde pubblico, ma anche dei parchi privati, è possibile anche grazie all’opera delle imprese manutentrici, spesso affiancate all’attività florovivaistica: così è, ad esempio, nel Biellese, territorio dove sono numerose le imprese florovivaistiche che svolgono anche attività di manutenzione del verde.

Un’importante opportunità per tutti i cittadini è offerta dal Bonus Verde approvato con l’ultima Manovra economica: il dispositivo consente detrazioni del 36% per la cura del verde privato quali terrazzi e giardini, anche condominiali.

Dove sono i 18 alberi monumentali. Sono nove gli alberi monumentali censiti dalla Regione in provincia di Vercelli: nella città capoluogo, Vercelli, ne fanno parte l’insieme omogeneo di Liquidambar styraciflua (storace americano) in piazza del Duomo; a Borgosesia, un insieme omogeneo di Carpinus betulus (carpino bianco);  a Campertogno, Valsesia, un esemplare di il Picea abies (peccio o abete rosso) presso l’Alpe Stella. Ancora ad Carcoforo un Fraxinus excelsior (noce bianco o da frutto) lungo il sentiero 122, poco fuori dall’abitato; mentre a Bandita, presso la cappella, si trova un Larix decidua (larice); un’esemplare di quest’ultima specie è censita anche a Rima San Giuseppe, sempre in Valsesia, all’ingresso del paese. A Lozzolo un Prunus avium (ciliegio), a Trino Vercellese Quercus robur (quercia) presso il Bosco della Partecipanza e a Crescentino un Tilia x vulgaris  (tiglio).

Nove anche nel Biellese. A Chiavazza un Quercus robur (quercia), nei giardini di Piazza Zumaglini un Cedrus atlantica (cedro dell’Atlante), un Cedrus deodara (cedro dell’Himalaya) e l’Aesculus Hippocastanum (ippocastano o castagno d’India); ancora a due a Bioglio, al parco della ex Villa della Famiglia Sella un Tilia platyphyllos (tiglio) e una Castanea sativa (castagno). A Villa del Bosco si trova invece un Quercus petraea (rovere). Infine a Pollone, presso il parco della Burcina sono censiti un Ilex aquifolium (aquifolio o pungitopo maggiore) e un insieme omogeneo di Sequoia sempervirens (della famiglia delle Cupressaceae: si trova presso il laghetto entrostante il Parco).

R.E.B.

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Nove nel Vercellese e Valsesia, altrettanti nel Biellese: sono gli alberi che, per il loro particolare valore, unicità e storicità, sono dei veri e propri monumenti, e come tali sono stati inseriti dalla Regione in un apposito elenco, periodicamente aggiornato.

Gli alberi – spiega la Coldiretti interprovinciale – sono spesso i termometri dei cambiamenti climatici e quando valicano i secoli di vita ci aiutano ad avere informazioni utili sulla biodiversità. Gli alberi monumentali sono spesso custoditi in piccoli borghi rurali, ma si trovano anche nei grandi parchi urbani, nelle piazze o in castelli e siti storici. «Promuoverne la conoscenza e la cura è utile a garantirne la tutela, ma anche ad attrarre l’attenzione sul tema della difesa del suolo e del verde pubblico» commenta il presidente di Coldiretti Vercelli Biella Paolo Dellarole. La preservazione e la cura del verde pubblico, ma anche dei parchi privati, è possibile anche grazie all’opera delle imprese manutentrici, spesso affiancate all’attività florovivaistica: così è, ad esempio, nel Biellese, territorio dove sono numerose le imprese florovivaistiche che svolgono anche attività di manutenzione del verde.

Un’importante opportunità per tutti i cittadini è offerta dal Bonus Verde approvato con l’ultima Manovra economica: il dispositivo consente detrazioni del 36% per la cura del verde privato quali terrazzi e giardini, anche condominiali.

Dove sono i 18 alberi monumentali. Sono nove gli alberi monumentali censiti dalla Regione in provincia di Vercelli: nella città capoluogo, Vercelli, ne fanno parte l’insieme omogeneo di Liquidambar styraciflua (storace americano) in piazza del Duomo; a Borgosesia, un insieme omogeneo di Carpinus betulus (carpino bianco);  a Campertogno, Valsesia, un esemplare di il Picea abies (peccio o abete rosso) presso l’Alpe Stella. Ancora ad Carcoforo un Fraxinus excelsior (noce bianco o da frutto) lungo il sentiero 122, poco fuori dall’abitato; mentre a Bandita, presso la cappella, si trova un Larix decidua (larice); un’esemplare di quest’ultima specie è censita anche a Rima San Giuseppe, sempre in Valsesia, all’ingresso del paese. A Lozzolo un Prunus avium (ciliegio), a Trino Vercellese Quercus robur (quercia) presso il Bosco della Partecipanza e a Crescentino un Tilia x vulgaris  (tiglio).

Nove anche nel Biellese. A Chiavazza un Quercus robur (quercia), nei giardini di Piazza Zumaglini un Cedrus atlantica (cedro dell’Atlante), un Cedrus deodara (cedro dell’Himalaya) e l’Aesculus Hippocastanum (ippocastano o castagno d’India); ancora a due a Bioglio, al parco della ex Villa della Famiglia Sella un Tilia platyphyllos (tiglio) e una Castanea sativa (castagno). A Villa del Bosco si trova invece un Quercus petraea (rovere). Infine a Pollone, presso il parco della Burcina sono censiti un Ilex aquifolium (aquifolio o pungitopo maggiore) e un insieme omogeneo di Sequoia sempervirens (della famiglia delle Cupressaceae: si trova presso il laghetto entrostante il Parco).

R.E.B.